Biennale Arte 2026: chi è Nilbar Gures, scelta per il Padiglione Turchia a Venezia

di - 26 Settembre 2025

La Turchia ha annunciato il nome della propria rappresentante alla 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio al 22 novembre 2026: sarà Nilbar Gures, artista nota per la sua pratica multidisciplinare e per la capacità di coniugare ironia, poesia e critica sociale, a presentare un progetto per il Padiglione all’Arsenale. L’esposizione sarà curata da Basak Doga Temur e coordinata dalla Istanbul Foundation for Culture and Arts – Iksv, con il contributo del Ministero della Cultura e del Turismo e sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Turchia.

La scelta di Nilbar Gures per il Padiglione Turchia alla Biennale

Il comitato consultivo del Padiglione Turco 2026, composto dalla storica dell’arte Ceren Ozpınar, da Chus Martínez, da Oyku Ozsoy Sagnak e da Ulya Soley, ha indicato all’unanimità l’artista. «La sua pratica multidisciplinare spazia tra scultura, installazione, pittura, fotografia, tessili, video e performance, affrontando costantemente temi di genere, identità e memoria culturale con intelligenza, empatia, sensibilità e una forza visiva sorprendente», si legge nella dichiarazione ufficiale. «Il lavoro di Güreş è eloquente sia nel creare un universo poetico, sia nel mantenere una narrazione rigorosa che sfida le prospettive dominanti e dà visibilità alle comunità marginalizzate, restando profondamente radicato nel complesso tessuto sociale della Turchia».

L’edizione 2026 delle Biennale sarà dedicata al tema In Minor Keys, titolo individuato dalla curatrice camerunese Koyo Kouoh, prematuramente scomparsa, che con questo motto intendeva mettere al centro della rassegna le forme di resilienza, resistenza e i registri espressivi «Più delicati e sommessi», capaci di incrinare le narrazioni dominanti.

«La commissione è convinta che il lavoro di Nilbar Güreş incarni e abbracci i valori della resilienza e della resistenza, e gli spazi in cui registri espressivi più sommessi e delicati possono incrinare le narrazioni dominanti attuali», continua la dichiarazione. «La risonanza internazionale delle sue opere, insieme al suo profondo vocabolario artistico, la rende una scelta eccezionale per rappresentare la Turchia alla 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia».

Biografia dell’artista

Nata a Istanbul, nel 1977, dopo la laurea in Pittura presso la Marmara University di Istanbul, Nilbar Gures ha conseguito il master in Pittura e Grafica all’Accademia di Belle Arti di Vienna, proseguendo poi gli studi in Pedagogia dell’Arte e del Tessile presso l’Università di Arti Applicate della stessa città.

Nilbar Güreş

La sua pratica spazia da fotografia, video e performance a pittura, scultura, installazioni e collage tessili. Partendo dal personale e biografico, le opere di Güreş affrontano i temi delle ingiustizie sociali, dei ruoli di genere e delle identità culturali, con un linguaggio poetico e spesso ironico, capace di ribaltare convenzioni e codici visivi. Attualmente vive e lavora tra Napoli, Vienna e Istanbul.

Nilbar Güreş, The Eye (2018)

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’Otto Mauer Award (2014), il BC21 Art Award del Belvedere Contemporary (2015), il De’Longhi Art Projects Artist Award alla London Art Fair (2018) e il Prix Maud Mottier (2021). Nel 2023 ha ottenuto l’Outstanding Artist Award for Photography e una borsa di ricerca dal Ministero austriaco delle Arti e della Cultura.

Nel 2009, Gures ha esposto la sua serie Unknown Sports all’undicesima Biennale di Istanbul. Queste opere raffiguravano donne su diversi attrezzi ginnici o in diverse aree di una palestra, mentre utilizzavano utensili da cucina per svolgere compiti diversi. In queste opere, le donne erano presentate come soggetto principale, forti e stabili nonostante fossero in movimento o in equilibrio precario su ciotole e travi.

Nilbar Güreş, Balance Board (2009), Credit: Nataša Ilić
Nilbar Güreş, Balance Board (2009), Credit: Nataša Ilić

La curatrice

Basak Doga Temur ha contribuito, nei primi anni Duemila, alla fondazione di istituzioni come Istanbul Modern, santralistanbul e Arter. Per oltre dieci anni ha fatto parte del team curatoriale di Arter, collaborando a mostre, pubblicazioni e nuove produzioni. Ha insegnato all’Istanbul Bilgi University e ha preso parte a board e giurie tra cui il CultureCIVIC: Arts and Culture Support Programme e il pre-selection jury per il programma di residenze Istanbul–Berlin del Senato di Berlino.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Una riunione di persone straordinarie: il Padiglione Qatar ai Giardini è un inno all’ospitalità

Il Qatar debutta alla Biennale d’Arte di Venezia con "untitled 2026 (a gathering of remarkable people)": un padiglione progettato da…

7 Maggio 2026 23:21
  • Arte contemporanea

Biennale di Venezia 2026: 9 Padiglioni da non perdere all’Arsenale

Alla Biennale Arte 2026, i padiglioni dell’Arsenale attraversano memoria, rito, corpo e appartenenza trasformando lo spazio espositivo in una partitura…

7 Maggio 2026 22:53
  • Arte contemporanea

Il Max Mara Art Prize va a Dian Suci, con un progetto tra spiritualità e artigianato

Dian Suci vince il Max Mara Art Prize for Women con un progetto che indaga la dimensione spirituale dell'artigianato: l'artista…

7 Maggio 2026 18:30
  • Danza

La danza di Olympiade: il corpo in scena che si fa memoria viva

In Olympiade, messo in scena dal Ballet de l’Opéra Grand Avignon a Verona e ad Ancona, il movimento sportivo si…

7 Maggio 2026 17:31
  • Mostre

Con te con tutto. Il Padiglione Italia di Chiara Camoni

Una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l’incontro e la condivisione…

7 Maggio 2026 17:00
  • Mercato

Fede Galizia, Pieter de Hooch, Domenico Fetti: ecco i vecchi maestri di Lempertz

A Colonia, la casa d’aste tedesca mette in vendita gli Old Masters. Sguardo in anteprima al catalogo, in attesa del…

7 Maggio 2026 16:02