It’s All Paperwork! I ritagli di vita di Yansu Wang in mostra da Numero 51

di - 21 Febbraio 2025

Quadernini pieni di vita. Letteralmente. È quello che fa l’artista cinese Yansu Wang creando un Junk Journal personale, un quaderno che narra la sua vita attraverso ritagli, scontrini, biglietti di qualsiasi genere, scritte su pezzi di carta, anche involucri di caramelle. Come in una piccola galleria cartacea vengono esposti ricordi delle attività quotidiane, per documentare e ricordare tutti quei piccoli momenti che rendono più colorata la vita. Siamo da Numero 51, alla prima mostra personale dell’artista, il titolo è It’s all Paperwork. Una mostra che rappresenta la lunga burocrazia che Yansu vorrebbe non dover affrontare quotidianamente da quando – arrivata in Italia nel 2015 – si trova ad affrontare tutte le difficoltà del caso, con una lingua e una cultura lontana dalla sua. Permessi di soggiorno, appuntamenti all’agenzia delle entrate, richieste per il visto, tutti documenti che schiacciano una piccola figura umana. It’s all Paperwork.

Negli anni il lavoro di Wang si è progressivamente evoluto, dalla narrazione della sua vita quotidiana (attraverso la sua pagina Instagram, dove condivide il suo viaggio per imparare l’italiano facendo piccoli errori qua e là) è passata a una ricerca più concettuale e tematica. La mostra è in collaborazione con Pineider, che ha fornito i taccuini su cui Wang ha creato una nuova serie incentrata sui sette peccati capitali, creando dei pop-up originali dove ogni ritaglio non è casuale ma si porta dietro significati ben precisi sul vizio che rappresenta.

It’s all Paperwork – Yansu Wang

Ed eccoli ora in mostra da Numero 51: una «concept gallery», come la definisce il gallerista co-fondatore Andrea Deotto che, insieme a Julia Rönnqvist Buzzetti, ha come obiettivo quello di promuovere artisti contemporanei della scena dell’Asia Orientale, principalmente provenienti da Giappone, Cina e Corea del Sud. Con un focus così particolare e di nicchia nel contesto artistico milanese, sono stati accolti sia con curiosità che con scetticismo, come confida Deotto a exibart: «Perché eravamo giovani, troppo young per fare cose nuove».

Eppure, ben presto si rendono conto che la direzione è giusta, l’interesse c’è, l’entusiasmo anche, e tutto prende il via. «Noi cerchiamo di creare una sorta di casa, un luogo dove ci si senta a proprio agio, dove non per forza lo spazio e l’arte debbano essere austeri», ed ecco che l’intera esperienza della mostra diventa più calorosa e accogliente. Perfino all’opening, con un catering pensato in linea con la pratica dell’artista, piccoli ritagli di zucchero che vengono serviti come fingers food; e non è un caso che It’s all Paperwork abbia inaugurato proprio la sera del Capodanno lunare, con tanto di dono a tutti presenti della sgargiante e tipica bustina rossa che contiene una monetina, tipica dell’occasione.

It’s All Paperwork – Yansu Wang – Installation view

«Cerchiamo di aprire la porta a un collezionismo giovane, che è quello che in Asia è già molto presente. Le gallerie lì sono per gente giovane, poi c’è anche il collezionismo più established ma di base è per gente giovane, tra i 30 e i 40 anni». È radicata l’idea che possedere una creazione artistica sia qualcosa di esclusivo, un lusso che pochi si possono permettere, e questo è il motivo per cui in galleria è presente uno shop: il visitatore può comunque portarsi a casa qualcosa, a un prezzo affordable, a portata di giovane collector. E come nei junk journal di Yansu lo spazio diventa documentazione dei viaggi in Asia dei galleristi, infatti, nella loro libreria consultabile al pubblico nel calmo salottino si possono trovare libri e oggettistica riguardo l’arte, il design e la cultura pop.
La mostra è visitabile fino al 16 marzo 2025.

It’s all Paperwork – Yansu Wang, installation view
It’s All Paperwork – Yansu Wang – Installation view

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