Nuovi modi di ascoltare, percepire, immaginare, al di là della prospettiva umana, troppo umana. Questa è la tensione che orienta la 13ma edizione di Momentum, la biennale d’arte contemporanea che si svolgerà a Moss, in Norvegia, dal 14 giugno al 12 ottobre 2025. Intitolata Between/Worlds: Resonant Ecologies, la 13ma edizione sarà curata da Morten Søndergaard ed esplorerà le connessioni tra ecologie umane e non umane attraverso il tema del suono.
Diventata un appuntamento da segnare per chi vuole confrontarsi con le avanguardie dell’arte contemporanea, solo, la manifestazione è stata istituita nel 1998 ed è organizzata dalla Galleri F 15 di Moss, la più antica galleria norvegese d’arte contemporanea, attualmente diretta da Lise Pennington. Negli scorsi anni ha visto la partecipazione di artisti come Délio Jasse, Charlemagne Palestine, Maria Nordman, Trinh T. Minh-ha, Jaanus Samma, Julieta Aranda, Keren Cytter, Olafur Eliasson e Ragnar Kjartansson, e di curatori come Théo-Mario Coppola e il collettivo Tenthaus.
Il suono è il filo conduttore di questa edizione, non solo come scelta artistica, ma come lente filosofica per ripensare il nostro rapporto con il mondo. «Il suono, come strumento per conoscere la realtà, sfida la nostra sensibilità emotiva: ci mette in sintonia con mondi altrimenti nascosti, ci invita a sperimentare con l’invisibile e ci spinge a superare le narrazioni umano-centriche con le quali siamo stati educati. Questa è una Biennale che dà priorità all’esperienza, all’immaginazione e al profondo impeto di un’arte che sa vibrare tra mondi diversi», ha spiegato il curatore Morten Søndergaard.
Ispirandosi alle teorie di Donna Haraway, Between/Worlds propone dunque una prospettiva situata al di là dell’antropocentrismo, invitando a un ascolto profondo, per cogliere le risonanze ecologiche e tecnologiche di Moss e dei suoi paesaggi naturali.
La biennale si articolerà in una serie di spazi selezionati per la loro risonanza tematica. Tra questi, la storica Galleri F 15, situata sull’isola di Jeløy, che rappresenta il cuore pulsante della manifestazione. Qui saranno ospitate installazioni incentrate sulla ridefinizione dei confini tra suono e narrazione, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva. Allo stesso modo, gli spazi urbani e le architetture della città di Moss diventeranno il palcoscenico per opere che svelano gli strati sonori nascosti della città, trasformando luoghi quotidiani in veri e propri teatri sonori. Infine, i paesaggi naturali della foresta e del fiordo di Alby saranno amplificati da progetti artistici che mettono in connessione i visitatori con le vibrazioni ecologiche di questi ambienti, offrendo una prospettiva inedita sulla relazione tra uomo e natura.
Gli autori coinvolti non sono stati ancora annunciati ma tra le opere in esposizione ci saranno progetti che amplificano le voci di attori non umani, come foreste e organismi microscopici, e installazioni che esplorano le narrazioni uditive della città di Moss. Alcuni lavori, inoltre, impiegheranno tecnologie avanzate, come l’acustica quantistica e i paesaggi sonori generati dall’intelligenza artificiale, invitando il pubblico a sperimentare l’arte non come rappresentazione ma come esperienza vibrante tra mondi che si incontrano.
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