Dib Bangkok
Aprirà a dicembre 2025, a Bangkok, il primo grande museo interamente dedicato all’arte contemporanea internazionale della Tailandia: situato nel cuore della capitale, il nuovo Dib Bangkok avrà sede all’interno di un ex magazzino industriale degli anni ’80, riadattato per l’occasione in uno spazio museale all’avanguardia.
Un’operazione ambiziosa, voluta dall’imprenditore thailandese Purat Osathanugrah in onore del padre Petch Osathanugrah, uomo d’affari e cantautore molto conosciuto nel suo Paese, tra le persone più ricche della Tailandia, scomparso prematuramente nel 2023e la cui raccolta d’arte comprende opere di Damien Hirst e Pablo Picasso. Dib Bangkok potrà dunque contare su una collezione che supera le mille opere di oltre 200 artisti internazionali, tra cui anche i tailandesi Apichatpong Weerasethakul e Rirkrit Tiravanija, la francese Marguerite Humeau, la statunitense Pae White e la tedesca Paloma Varga Weisz. «Stiamo costruendo Dib Bangkok affinché diventi una vera e propria oasi creativa, un ponte tra la Tailandia, il Sud-Est asiatico e la scena artistica mondiale», ha dichiarato Purat Osathanugrah.
L’edificio, ripensato dall’architetto Kulapat Yantrasast dello studio WHY Architecture – lo stesso selezionato per un’importante ristrutturazione museale del Louvre e che ha sedi a Los Angeles, New York, Bangkok e Parigi – si sviluppa su tre livelli, per complessivi 6596 metri quadrati di spazi espositivi, con una struttura caratterizzata da un tetto a denti di sega, una galleria conica denominata The Chapel e un vasto cortile centrale di 1400 metri quadrati. La struttura, in gran parte in cemento, è stata completata con un piano terra interamente vetrato, mentre i piani superiori sono punteggiati da finestre sporgenti. Un dialogo tra minimalismo di ispirazione buddista – come spiegato da WHY– e dinamismo architettonico, concepito per favorire un’interazione fluida tra spazio e opera.
A guidare questa nuova istituzione sarà Miwako Tezuka, già figura di spicco alla Japan Society di New York, all’Asia Society Museum e alla Reversible Destiny Foundation, affiancato dalla curatrice Ariana Chaivaranon. La loro programmazione abbraccerà una molteplicità di linguaggi e tecniche, con un focus sull’arte dal 1990 a oggi. La mostra inaugurale, concepita come omaggio a Petch Osathanugrah, celebrerà il concetto di “presenza invisibile”, attraverso le opere di artisti come Montien Boonma, Lee Bul, Anselm Kiefer e Alicja Kwade. Un’indagine sul visibile e l’invisibile, sulla memoria e sulla traccia, che segna l’inizio di un nuovo capitolo per l’arte contemporanea in Tailandia, in continuità con interesse crescente per il settore. Poche settimane fa, infatti, si è chiusa la quarta edizione della BAB – Bangkok Art Biennale, che ha visto 76 artisti provenienti da 39 Paesi – tra cui gli italiani Chiara Camoni, Daniela Comani e Lello Esposito – con 11 sedi diffuse in tutta la città.
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