Trey Abdella, The Sleepover, 2021, cm 152.40 x 198.12, acrilico e resina su lino
Lâ8 maggio la Galleria T293 ha inaugurato la mostra âIn The Neighborhoodâ dellâartista americano Trey Abdella (West Virginia, 1994) che, fino allâ11 giugno 2021, esporrĂ una nuova serie di dipinti âfuori misuraâ nei quali utilizza come prima tecnica lâacrilico, inserendo poi tessuti, resina, pietra, vetro, gomma, colla fino a oggetti ready-made, come luci a LED, una penna biro e il meccanismo funzionante di un orologio, creando inaspettati e sorprendenti effetti tridimensionali.
âIn The Neighborhoodâ è unâesposizione che è stata ideata da Abdella per permettere al pubblico unâimmersione allâinterno della sua infanzia e dellâiniziazione alla maturitĂ , traendo ispirazione direttamente da eventi della vita ordinaria e da scene di film iconici della cultura popolare, come Alien (1979) di Ridley Scott (in Next Door Neighbors, 2021) o La morte ti fa bella (1992) di Robert Zemeckis (in Itâs Getting Late, 2021), collocati al centro di situazioni paradossali dal pungente umorismo.
Le opere ritraggono situazioni quotidiane, fastidiose o disastrose, che lâartista ha vissuto in prima persona nei sobborghi del West Virginia, come il lavorare metodico e incessante, la noia provocata da un incontro collettivo, il rischio di registrare un film di nascosto dentro al cinema, lâessere schiacciati dalla moltitudine caotica e informe durante un concerto o lo sfogliare una rivista di Playboy come forma di autodifesa tra le mura scolastiche. Tali esperienze, apparentemente semplici allâinterno della vita di ognuno, sono quelle che piĂš hanno scavato lâinterioritĂ dellâautore, tracciando un segno indelebile nella sua memoria e, proprio perchĂŠ mai metabolizzate o elaborate, appaiono distorte e, spesso, vertiginose.
Lâartista mescola sulla tela uno stile iperrealista, lo stesso che ha caratterizzato la sua primissima produzione, ad uno surrealista che, con influenze delle culture pop, si alterna a un immaginario fantastico, dialogante con lo spettatore per mezzo del linguaggio dei cartoni animati e dei meme di internet. Con i suoi dipinti Abdella raffigura assemblaggi di spazi abitativi che fanno da sfondo a scenari ansiosi, rappresentati nel momento subito prima o subito dopo una catastrofe, popolati da una vasta gamma di personaggi indipendenti verso i quali si prova facilmente il senso di confidenza e compassione. Lâartista americano, in questo modo, tesse uno storytelling personale in grado di creare una continua tensione da parte dellâosservatore, il cui scioglimento tarda ad arrivare, conferendo nel finale una riflessione dolceamara.
âCiò che nella vita ci infastidisce, nellâimmagine si gusta volentieriâ. Questa frase dettata dal noto drammaturgo tedesco Johann Wolfgang von Goethe sembra combaciare con il concetto che caratterizza la nuova serie di Abdella. Sdrammatizzare i momenti complessi rendendoli esteticamente piacevoli è una delle caratteristiche piĂš significative della pratica e dellâapproccio alla pittura da parte dellâartista che suddivide la tela in un duplice piano; mette nitidamente a fuoco lâaspetto ironico e per quello tragico ne ricrea un effetto sfocato, come a porlo in un secondo piano apparente, ma che in realtĂ completa il senso dellâopera.
La sfida della Galleria T293 sta nella selezione ed esposizione di artisti internazionali emergenti e nel reinventare la scrittura critica che, in questa seconda personale dellâamericano Abdella, prende la forma di racconto grazie allo scrittore Giorgio Biferali (Roma, 1988) che attinge alle opere dâarte esposte, pensando allo sguardo degli altri e fornendo una lettura suggestiva che racconta la fragilitĂ dellâumanitĂ nella quale ânon esistono colpevoli, ma soltanto vittimeâ.
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