Categorie: Attualità

Demilitarizzare La Spezia: un artista e attivista condannato a tre mesi di carcere per una scritta

di - 14 Febbraio 2023

Tre mesi di carcere, convertiti in una pena pecuniaria di 3.375 euro. La colpa dell’artista e attivista Alessandro Giannetti? Aver partecipato alla realizzazione di un’opera contro la guerra e la militarizzazione di La Spezia, nell’ambito della mostra che il CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea ha dedicato a Giacomo Verde, artista multimediale prematuramente scomparso nel 2020. Durante la performance, Giannetti ha scritto sul muro del CAMeC, con il suo sangue, “Demilitarizzare il mondo”.

Tutto è iniziato il giorno dell’apertura dell’esposizione, il 25 giugno 2022, quando alcuni performer dei collettivi Dada Boom e SuperAzione – che compaiono nel colophon della mostra sotto la voce “Azioni e InstallAzioni Artistiche Artiviste” – hanno scritto la frase “Demilitarizzare La Spezia” a tempera rossa su muro del museo. Intitolata “Omaggio Ogiugno, la performance è andata in scena nella sala riservata alla rievocazione dell’esperienza, promossa da Verde, del Museo Popolare della Pineta, diventato poi MPGV – Museo Popolare Giåk Vërdün, un progetto di disobbedienza civile contro la costruzione dell’Asse di penetrazione nella Pineta di Levante di Viareggio.

«Durante l’azione, disturbata fra l’altro dall’entrata in scena della conservatrice Cinzia Compalati che ha iniziato a urlare contro gli artisti, è colata della tempera sul pavimento e si è aperto un buco nella parte di cartongesso di quella parete», si legge in un comunicato diffuso dai collettivi Dada Boom e SuperAzione. «Alla fine della serata, dopo le accese discussioni con le conservatrici e la professoressa Anna Maria Monteverdi, Murat Onol, uno dei pugili, e Giovanni Bianchini, un artista presente all’inaugurazione, hanno ripulito il pavimento con i loro indumenti eseguendo così una nuova performance».

Il 27 giugno, il dirigente del Comune di La Spezia, Massimiliano Curletto, tramite PEC inviata a Tommaso Verde, firmatario del contratto con il CAMeC, richiedeva l’esclusione del Collettivo Dada Boom e di tutti i suoi componenti dai successivi eventi programmati nell’ambito della mostra. L’8 luglio Tommaso Verde ha incontrato Massimiliano Curletto per tentare una mediazione ma il dirigente comunale ha ordinato il ripristino del muro per l’11 luglio. Ma gli artivisti non hanno accettato le condizioni imposte dal Comune, sotto la cui egida ricade il CAMeC, ed è stato il museo stesso a cancellare l’opera.

Il 17 luglio, quattro membri del gruppo R(Ǝ)o dada – nato dalla sottoscrizione di un manifesto condiviso ai collettivi Dada Boom e Superazione – si sono recati al Centro per portare via le loro installazioni ed è stato in questa occasione che Alessandro Giannetti ha realizzato la sua performance “Ogiugno Oluglio / No censura, no spese militari”, incidendosi sul petto il simbolo del r(Ǝ)o dadaismo e scrivendo con il suo sangue, sul muro bianco, “Demilitarizzare il mondo”.

L’azione è stata giudicata con decreto penale di condanna del 31 dicembre 2022, poi convertito in pena pecuniaria e notificato all’artista il 2 febbraio 2023. Ma Giannetti ha già annunciato la sua decisione di difendersi, «Io, tramite i miei legali, ho già fatto opposizione al decreto di condanna, voglio potermi difendere in un regolare processo».

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