Categorie: Attualità

Plagio ad arte: la Corte Suprema di Parigi condanna Jeff Koons, ancora

di - 17 Marzo 2021

Nel 2014, il fotografo di moda Franck Davidovici accusò Jeff Koons di aver palesemente plagiato un’immagine pubblicitaria creata originariamente da lui per il brand francese Naf Naf. L’annuncio, datato 1985, mostrava una ragazza sdraiata di schiena sulla neve mentre un maiale – con al collo una piccola botte, modello San Bernardo – era intento a strofinarle il naso sui capelli. Davidovici non si era infatti sbagliato: in una scultura del 1988 intitolata Fait d’hiver, Koons aveva ripreso esattamente la stessa scena, disturbandosi di “differenziare” la sua opera ritraendo la ragazza con meno vestiti e aggiungendo un pinguino a fianco del maiale.

Il fotografo scoprì per la prima volta il plagio in un catalogo che accompagnava una retrospettiva itinerante di Koons in programma per il Whitney Museum of American Art, New York, e successivamente per il Centre Pompidou di Parigi. L’anno seguente fece causa chiedendo il risarcimento di 352mila dollari per danni e la confisca della scultura da parte dello Stato. Nel 2018 il giudice sentenziò il risarcimento parziale di 152mila dollari in favore di Davidovici ma non si espresse riguardo al sequestro dell’opera. In seguito alla negazione del ricorso da parte di Koons e del Pompidou, la corte d’appello aumentò a 231mila dollari la somma dovuta al fotografo. Sempre secondo la decisione della corte, nel caso in cui anche solo uno dei due avesse continuato a esibire l’opera sul proprio sito web, il responsabile sarebbe stato tenuto a risarcire a Davidovici di 700 dollari al giorno.

La settimana scorsa, una corte d’appello francese ha confermato definitivamente la sentenza emanata nel 2018 dalla corte suprema di Parigi. Nella sentenza è citata anche la casa editrice Flammarion, colpevole di aver messo in commercio il catalogo con l’immagine dell’opera di Koons.

Koons non è nuovo a denunce per plagio. Nel 2019, infatti, un’altra corte d’appello aveva emanato una sentenza che denunciava la sua scultura Banality del 1988 come copia di una fotografia scattata da Jean-François Bauret.

Nata a Modena nel 1998, sta concludendo la laurea triennale in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano. Parallelamente ha lavorato come intern alla Collezione Maramotti a Reggio Emilia, e successivamente presso il Center for Italian Modern Art (CIMA) a New York.

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