Lenz Fondazione vince il bando Cultura per tutti, Cultura di tutti

di - 27 Maggio 2020

«In un lungo e complesso lavoro di ricerca iniziato nel 1997, Lenz ha messo al centro della
propria poetica e pratica teatrale la relazione tra la sperimentazione teatrale e
l’ espressività del’ attore disabile, o con abilità differente, realizzando risultati estetici e
poetici riconosciuti a livello europeo». Con queste parole, Maria Federica Maestri introduce la progettualità di ampio respiro che ha portato Lenz Fondazione a partecipare al bando “Cultura per tutti, cultura di tutti”, promosso da Parma Capitale Italiana della Cultura. Una partecipazione che si è rivelata vincente. Il 18 marzo, infatti, è stato premiato il progetto proposto da Lenz Fondazione e intitolato Opera sull’opera – ogni uomo è un artista. Un’esperienza di engagement digitale.

Lenz Fondazione, diretta da Maestri e Francesco Pititto, è stata istituita nel 2014, dall’eredità di Lenz Rifrazioni e Natura Dèi Teatri, e si occupa di ricerca e creazione teatrale nell’ambito delle performing arts, della musica e delle arti visive, con particolare alle produzioni rivolte a persone con disabilità psichica, intellettiva, sensoriale.

Se l’accessibilità museale deve tener conto eterogeneità del pubblico, lo scopo del bando promosso da Parma Capitale della Cultura era quello di promuovere progetti ideati per facilitare la fruizione dei musei regionali per particolari categorie di pubblico, in modo particolare anziani, persone con disabilità e stranieri.

Il progetto di Lenz Fondazione, vincitore del bando Cultura per tutti, Cultura di tutti, considera lo spazio museale come possibile luogo di accoglienza del nuovo fruitore – creatore sensibile. Secondo la Lenz Fondazione, la creatività artistica è una caratteristica di tutti gli esseri umani, e non una prerogativa di che si definisce artista. Il progetto si distingue per l’introduzione di sessioni di touch painting. Si tratta di un’attività in cui il visitatore non subisce passivamente l’arte ma la produce attivamente. Nello specifico, il visitatore crea una propria opera sull’opera esposta, attraverso l’interposizione di uno schermo trasparente che permette, tramite il tocco e in modalità interattiva, di disegnare creando un nuovo manufatto artistico digitale. In questo modo, le “ri-opere” andranno a istituire un Museo Digitale di Art Brut Opera sull’Opera.

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