Maestro con Giorgione del tonalismo, esponente illustre della scuola veneziana del Cinquecento, è Tiziano l’autore del Gentiluomo con cappello, dipinto ritrovato dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino. Il capolavoro, che si riteneva ormai perduto, verrà restituito allo Stato italiano. Nel ritratto rinascimentale figura un gentiluomo in nero con gorgiera, copricapo e una curata barba rossa, su fondo petrolio.
Come per ogni giallo d’arte, la faccenda è gustosa e poco nitida: l’opera, stimata circa 3 milioni di euro, era svanita nel nulla da oltre 15 anni, finché, necessitando di qualche aggiustamento, non fu mandata a un laboratorio di restauro nell’Astigiano dal suo misterioso proprietario. A seguito di un’ispezione che insospettì i carabinieri, nel 2020 il dipinto venne preso in consegna.
A quanto si apprende dalle fonti investigative, il dipinto era stato esportato illegalmente in Svizzera nei primi anni Duemila. Sono infatti due i personaggi elvetici coinvolti nella vicenda, uno indagato per ricettazione, l’altro per violazione del codice sulla tutela dei beni artistici.
Il gatto e la volpe, buongustai della pittura Veneta, hanno tentato di giustificarsi: uno afferma infatti di aver acquistato il dipinto dall’altro nel 2004, ma la versione dei fatti non convince gli inquirenti. Poiché le ricerche, tra insabbiamenti e false piste, si sono rivelate complesse, richiedendo più tempo del previsto, i reati sono a oggi prescritti e gli svizzeri restano dunque impuniti.
La Procura del capoluogo piemontese tuttavia ha finalmente emesso il suo definitivo provvedimento di confisca e benché i loschi figuri l’abbiano fatta franca, lo straordinario dipinto di Tiziano Vecellio è salvo. I meriti dell’impresa vanno al pm torinese Giovanni Caspani e al giudice Maria Francesca Abenavoli che hanno collaborato durante l’indagine.
Il 19 maggio a Torino il Gentiluomo con cappello di Tiziano esce dal mercato nero dell’arte, per tornare alla luce del sole. La cerimonia si tiene a Palazzo Chiablese, alla presenza di Roberto Riccardi, comandante del Comando carabinieri Tutela patrimonio culturale, e dell’architetto Luisa Papotti, Soprintendente per la Città Metropolitana di Torino.
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