Facciata del museo Thyssen-Bornemisza
Il ministro della cultura spagnolo José Manuel Rodrìguez Uribes e la baronessa Carmen Cervera Thyssen-Bornemisza de Kászo hanno appena siglato un accordo che prevede di mantenere il prestito della collezione d’arte della mecenate all’interno del museo di famiglia per altri 15 anni. Si tratta, però, di un prestito oneroso, che costerà allo Stato 6.5 milioni di euro all’anno. L’accordo prevede inoltre la possibilità di acquisto dei 400 capolavori da parte dello Stato spagnolo alla scadenza dei 15 anni.
Cervera aveva già cercato di vendere la collezione allo Stato nel 2010 ma l’operazione non era andata a buon fine. Il contratto di prestito delle opere da allora è stato sancito anno per anno, fino al 2016, quando le sorti della collezione sembravano essere finite in un limbo senza fine, con il rischio di essere venduta all’estero. Il più grande desiderio della baronessa rimane quello di mantenere le opere in Spagna, secondo quanto da lei stessa dichiarato ma, in questi casi, non si sa mai. In questo senso, è importante sottolineare il fatto che anche il dipinto a olio su tela di Paul Gauguin, Mata Mua, sospettato di essere stato messo in vendita attraverso una trattativa privata, rimarrà all’interno del museo Thyssen-Bornemisza.
Tra le 400 opere della collezione Thyssen-Bornemisza, i lavori dei maestri del Rinascimento italiano e degli impressionisti, degli avanguardisti europei e di molti artisti spagnoli e americani. Tra i tanti, Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Claude Matisse, Pablo Picasso, Georges Braque, Lucas Velásquez, Ramon Casas, Joaquín Sorolla, George Brown. I capolavori saranno affiancati dalle opere del consorte della baronessa, l’industriale tedesco Heinrich Thyssen-Bornemisza, scomparso nel 2002.
Nel 1993 lo Stato spagnolo aveva già acquistato 775 opere della collezione del barone tedesco per 350 milioni di dollari, nell’ambito di una complessa trattativa per mantenere le opere sul territorio spagnolo. Ricordiamo, infatti, che in Spagna le opere d’arte vengono registrate come beni di interesse culturale se rimangono nel Paese almeno per dieci anni, al termine dei quali l’esportazione non è permessa.
L’accordo impegna inoltre il ministro della cultura e la Fondazione Thyssen-Bornemisza nella realizzazione del progetto di un nuovo museo dedicato alla pittura catalana, a Sant Feliu de Guìxols sulla Costa Brava, località non lontana da Barcellona.
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