Legge di Bilancio, come verranno ridistribuiti i proventi delle mostre

di - 27 Ottobre 2023

In attesa della transizione organizzativa del Ministero della Cultura, che passerà da una struttura diramata in 12 Direzioni Generali a un organigramma di quattro dipartimenti per nove funzioni (ne scrivevamo già qui), spunta un’altra novità per il Collegio Romano, che sembra interessare molto da vicino il suo rettore, Gennaro Sangiuliano. Nella bozza della Legge di Bilancio, tra le altre misure, all’articolo 64, “Misure in materia di beni culturali”, compare il comma 6 che, nella sua vaghezza, pure sembra lasciare intendere una specificità di orientamento.

Così si legge nel testo: «Il Ministro della cultura può disporre con propri decreti che una quota dei proventi conseguiti in occasione di concerti, mostre, manifestazioni culturali e altri eventi, dagli uffici del Ministero della cultura dotati di autonomia o, in accordo con i soggetti interessati, dagli enti controllati o vigilati dal medesimo Ministero, incluse le Fondazioni lirico sinfoniche e i teatri nazionali, nonché dai teatri di tradizione, dalle istituzioni concertistico-orchestrali e dai musei accreditati al sistema museale al netto dei relativi oneri, sia versata all’entrata del bilancio dello Stato e riassegnata nel corrispondente esercizio finanziario con decreti del Ragioniere Generale dello Stato allo stato di previsione della spesa del Ministero della cultura, per essere destinata alla tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali».

La riallocazione delle risorse tra i musei e i siti culturali non è certamente una novità per il Ministero. In molti casi, le eccedenze di bilancio di un museo – anche quelli dotati di autonomia speciale, come le Gallerie degli Uffizi e il Parco Archeologico di Pompei – derivate, per esempio, dagli introiti delle mostre vengono distribuite ad altri siti. Dunque, dov’è la differenza? Leggendo tra le righe dal testo, sembra che a cambiare saranno le modalità di assegnazione di tali risorse, che a discrezionalità del Ministro – che sulla liceità dell’aumento dei costi di bigliettazione sta conducendo una vera crociata – verranno prelevate e destinate alla previsione di spesa del Ministero, per non meglio specificate attività di tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali.

Quali saranno, dunque, queste attività? Entro quali parametri saranno o meno ammissibili? Secondo quali percentuali le risorse verranno ridistribuite? E poi, chi se ne occuperà? Sarà creata una commissione di bilancio specifica per questo scopo? L’attuale Direzione Generale Bilancio, a seguito della riforma del ministero in quattro dipartimenti, dove sarà inclusa? Il bilancio andrà in capo al Segretariato? Considerando, inoltre, che dal Governo è arrivata la direttiva, per tutti i Ministeri, di prevedere un taglio di spese per recuperare fondi, nel caso della Cultura questa ripartizione potrebbe servire allo scopo di bilanciare il budget.

Intanto, sempre nella bozza della Legge di Bilancio, si legge dell’istituzione di due commissioni per l’erogazione dei contributi da assegnare alle opere prime e al sostegno a festival e rassegne. I componenti degli organismi saranno scelti direttamente dal Ministro Sangiuliano, che già può contare su un “ricco” parterre di consiglieri e sottosegretari. Le due commissioni costeranno 700mila euro e dovranno indicare le opere prime (o seconde) che potranno ricevere i contributi selettivi, che nell’ultimo bando pubblicato a luglio hanno distribuito 6 milioni di euro per sostenere gli autori esordienti o le iniziative d’essai.

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