Quale luogo migliore del web, per conservare, documentare, studiare, raccontare, una “materia” così mutevole, inafferrabile ma anche profondamente radicata nelle cose? Nasce così Multi, il primo museo multimediale e interattivo interamente dedicato alla storia della lingua italiana. Il progetto è ideato e curato da un gruppo di ricerca coordinato dall’Università di Pavia e comprendente le Università di Napoli L’Orientale e l’Università degli Studi della Tuscia. Lo sviluppo digitale è stato realizzato dallo studio di progettazione multidisciplinare Dotdotdot di Milano.
Strutturato come una piattaforma di conoscenza e di ricerca, il Multi è pensato non solo per conservare, tramandare e valorizzare il patrimonio culturale costituito dalla lingua italiana ma anche per farne emergere le molteplici sfaccettature. Grazie a un’interfaccia intuitiva e accattivante, con una struttura facilmente navigabile, il Multi si rivolge a un pubblico vasto ed eterogeneo. I suoi percorsi digitali sono scanditi da narrazione, immagini, video e audio. Nelle prossime settimane sarà implementata anche una versione in lingua inglese.
Ma cosa si può esplorare nel Multi? Eterogenee le categorie di “reperti”, dagli autografi di Dante e Petrarca, al memoriale scritto di proprio pugno nel Cinquecento da una donna accusata di stregoneria, dalla versione in alta definizione della prima edizione del Vocabolario della Crusca a “Nel blu, dipinto di blu” di Modugno e Migliacci e alle tavole di Zerocalcare, dalla @, simbolo orai diventato universale nel web, alle testimonianze degli italofoni di Asmara.
«La sfida del Multi è quella di raccontare la lingua italiana e la sua storia in un modo che possa coinvolgere e appassionare un pubblico ampio e variegato: dai giovani delle nostre scuole a tutte le persone che nel mondo amano la nostra lingua e ne sono incuriosite», ha dichiarato Giuseppe Antonelli, docente di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia e coordinatore scientifico del Multi. «Una lunga riflessione sulla resa museale di un patrimonio immateriale come la lingua e sulle tecniche museografiche digitali ha dato come risultato un multiforme racconto per immagini: agile e divertente, pensato anche per chi ormai non è più abituato a leggere molto. Sei percorsi pieni di sorprese, in cui ogni visita potrà essere diversa dall’altra: ogni volta un’esperienza ravvivata da video, da spezzoni di film e canzoni, da giochi e quiz interattivi. E, a seconda delle competenze, una fruizione a più livelli grazie alle schede di approfondimento, agli articoli sempre rinnovati e a un’aggiornatissima bibliografia scientifica».
Era del post-boom, edifici museali monumentali e uno sguardo sempre più rivolto alla propria storia interna: i primi dieci anni…
Laurent Le Deunff in residenza e in mostra presso pianobi, ha realizzato un’opera site-specific, ossia una fontana raffigurante una marmotta…
Partecipazione emotiva, dimensione spirituale: le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano per la prima volta il lavoro di un'artista vivente. E…
A Kyoto il festival KG+ presenta un ricco programma con oltre cento artisti e una costellazione di mostre dedicate alla…
La mostra inaugurale trasforma l’onda in una metafora di equilibrio instabile e cambiamento, segnando l’esordio veneziano di Sanlorenzo Arts con…
Una riflessione che parte dal saggio del teorico e critico d’arte Mike Watson per addentrarsi nelle controculture digitali e documentare…