Categorie: Attualità

La giuria internazionale si dimette in blocco a pochi giorni dall’apertura. E La Biennale istituisce i Leoni dei Visitatori

di - 30 Aprile 2026

Non c’è tregua per la 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, travolta da mesi da una serie di polemiche che rischiano di minacciarne seriamente il regolare svolgimento. Non da meno è l’ultima notizia, che rappresenta un fatto inedito per la storia dell’istituzione. A pochi giorni dall’inaugurazione, infatti, l’intera giuria internazionale della Biennale Arte ha rassegnato in blocco le dimissioni. A comunicarlo ufficialmente è stata la stessa Biennale in una breve nota datata 30 aprile, che tuttavia riferisce la decisione senza chiarirne le ragioni. La giuria era composta da figure di primo piano del sistema dell’arte contemporanea: Solange Farkas (Presidente) assieme a Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi. Nonostante le ragioni non siano state ufficialmente esplicitate, è bene ricordare la decisione che questa giuria aveva intrapreso fin dall’inizio, ovvero quella di non voler considerare, ai fini dei premi, i padiglioni di quei Paesi i cui leader risultassero incriminati dalla Corte Penale Internazionale. Riferimento specifico ai mandati di arresto emessi nei confronti di Benjamin Netanyahu nel 2024, per i crimini di guerra perpetrati dall’esercito israeliano a Gaza, e di Vladimir Putin nel 2023, per l’invasione dell’Ucraina. La posizione era stata motivata come «Difesa dei diritti umani», allineandosi alla visione curatoriale di Koyo Kouoh per la mostra In Minor Keys. Il fatto aveva suscitato l’immediata reazione di Belu-Simion Fainaru, artista rappresentante del Padiglione Israele, che aveva criticato apertamente la decisione denunciando «un ambiente ostile e degradante» e «una condizione di disuguaglianza» nei suoi confronti. Alle denunce è seguita un’azione legale, intrapresa dagli avvocati dell’artista che avrebbero diffidato la fondazione, evocando la Corte europea dei diritti dell’uomo e minacciando un ricorso. Secondo le interpretazioni del regolamento della Fondazione, infatti, non è possibile escludere una Partecipazione Nazionale dal vaglio della giuria per l’assegnazione dei premi, neanche per ragioni etiche e morali. La tensione provocata da tale discordia è la ragione più plausibile delle dimissioni della Giuria Internazionale. Lo stesso giorno, invece, il Padiglione russo ha annunciato di aprire esclusivamente durante i giorni di pre-apertura riservati agli addetti ai lavori (dal 5 all’8 maggio), lasciando degli schermi all’esterno dell’edificio che documentino le performance avvenute.

Giuria Biennale Arte: nascono i Leoni dei Visitatori

Data la situazione inedita, La Biennale ha risposto rovesciando le carte in tavola e istituendo per la 61. Esposizione Internazionale d’Arte due Leoni dei Visitatori, da attribuire al miglior partecipante della 61. Esposizione In Minor Keys di Koyo Kouoh e alla migliore Partecipazione Nazionale della 61. Esposizione, reintegrando di fatto i Padiglioni di Russia e Israele. E ha annunciato che potranno votare i titolari di biglietto che avranno visitato le due sedi di mostra nell’arco temporale dell’apertura dal 9 maggio al 22 novembre, venendo tracciati attraverso il sistema di biglietteria e avendo la possibilità di esprimere un solo voto per ciascuno dei due premi, assegnandoli in un’unica sessione. Una forma di “giuria popolare”, ma estesa collettivamente, che conferma le posizioni tenute saldamente in questi mesi dal Presidente Buttafuoco deciso a non escludere nessun partecipante dalla manifestazione, come dichiara anche la stessa Biennale in una nota: «Al Leone dei Visitatori per la migliore Partecipazione Nazionale concorrono tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61. Esposizione, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti. Ciò in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa, basato sull’apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura. La Biennale vuole e si conferma luogo della tregua in nome dell’arte, della cultura e della libertà artistica». La cerimonia di premiazione si terrà domenica 22 novembre in chiusura della manifestazione, per permettere di raccogliere tutte le votazioni e portare a termine quella che, senza dubbio, rimarrà impressa come una delle Biennali più travagliate di sempre.

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