Categorie: Cinema

Il Maledetto Capodanno della Cineteca di Milano. E l’horror va in streaming

di - 31 Dicembre 2020

Per quanto atteso, non sarà certo un passaggio d’anno con il botto. Niente trenini, disco samba e collegamenti in pelliccia dalle piazze d’Italia ma a farci venire un po’ di brividi ci penserà la Cineteca di Milano, che ci ha fatto compagnia anche nei mesi più duri del lockdown e che, per questo 31 dicembre, propone il suo menù speciale, per un “Maledetto Capodanno”. In streaming sul suo sito, infatti, dalle 10 di mattina del 31 dicembre 2020 alle 00:01 dell’1 gennaio 2021, la Cineteca presenta cinque capolavori del cinema noir, per una maratona che metterà a dura prova il nostro spirito indomito.

Maledetto Capodanno: il menù della Cineteca di Milano

Si parte con l’edizione restaurata de Il carretto fantasma, opera del 1921, del maestro svedese Victor Sjöström. Il racconto parte da una leggenda scandinava, secondo la quale le anime dei defunti sono raccolte per conto della Morte da un lugubre carrettiere fantasma che cede la sua incombenza all’anima di colui che perisce in peccato mortale allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno.

Si continua quindi con La scala di Satana, capolavoro horror risalente al 1929, del danese Benjamin Christensen. Un giovane avrebbe intenzione di partecipare a una spedizione in Africa, ma prima che egli parta la sua fidanzata gli chiede aiuto, in quanto nutre seri sospetti riguardo a un ospite di suo padre. Quest’uomo, infatti, sta cercando di rubare uno dei rubini di famiglia. Ma la ragazza e il suo fidanzato vengono rapiti e portati in una tetra casa, dove accadono strane cose. Il tutto diventa un incubo sotto la regia di un misterioso Mr. Satana.

Restaurato dalla Cineteca di Milano a partire dall’unica pellicola d’epoca sopravvissuta, Rapsodia satanica è più di un film. Considerato il primo tentativo di trasporre un’opera d’arte totale sullo schermo, il capolavoro di Nino Oxilia fu terminato nella primavera del 1915 ma uscì nelle sale solo nel 1917. Tra echi faustiani e richiami al decadentismo dannunziano, suggestioni architettoniche riprese dal liberty e scenografie di gusto art nouveau, con il prezioso accompagnamento delle partiture del maestro Pietro Mascagni e del testo poetico di Fausto Maria Martini, Rapsodia satanica racconta la storia di un’anziana dama dell’alta società, Alba d’Oltrevita, interpretata da Lyda Borelli – diva del cinema dell’epoca – che stipula un patto con Mefisto, per riacquistare la giovinezza. In cambio, però, alla dama sarà impedito di innamorarsi.

In programma anche la celebre trasposizione in chiave espressionista del capolavoro di Goethe, il Faust di Friedrich Wilhelm Murnau e il kolossal Sodoma e Gomorra di Michael Curtiz.

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