Akram Khan, Jungle Book reimagined, © Ambra Vernuccio
Che siamo solo ospiti su questa terra e che di essa dobbiamo averne cura rispettando la natura e i suoi animali, è il messaggio finale dello spettacolo di Akram Khan, Jungle book reimagined (al festival Torinodanza e al Romaeuropa Festival). Il noto coreografo anglo-bangladese prende spunto dal Libro della giungla di Rudyard Kipling per affrontare il grande tema dei cambiamenti climatici e della catastrofe a cui andiamo incontro per colpa dell’uomo.
E con un futuro apocalittico si apre la visione di Khan che fa leva su un fascinoso e raffinato set-visual di animazione (di Yeast Culture) dagli effetti tridimensionali, dove gli interpreti interagiscono con i disegni animati proiettati su due schermi di tulle davanti e dietro la scena. Le bellissime immagini che scorreranno per tutto lo spettacolo, iniziano con l’innalzamento delle acque, città sommerse, e persone in fuga su delle zattere.
Tra i fuggitivi c’è Mowgli annegato e salvato da una tribù di animali fuggiti da zoo e circhi. Questi, che hanno preso il controllo delle città abbandonate, sono affetti da disturbo da stress post-traumatico a causa delle loro vite passate nel mondo degli umani. Nello snodarsi della favola, dove ritroviamo tutti gli altri personaggi del racconto originale – l’orso Baloo, il pitone Kaa, Bandar-log… -, il cucciolo d’uomo (nello spettacolo, a differenza della favola, è una figura femminile, la danzatrice Jan Mikaela Villanueva) allevato inizialmente da un lupo, diventerà un guerriero contro la devastazione climatica. Restituito infine dagli animali agli umani, dovrà insegnare loro come convivere con la natura, amarla e rispettarla.
La danza quasi sempre corale – stile contemporaneo fuso con cenni di Kathak, break, funambolica – è solo una parte dello spettacolo, caratterizzato soprattutto dal parlato di una voce fuoricampo che snocciola i dialoghi del racconto, accompagnati dai movimenti danzati e mimici dei bravissimi danzatori dalle diverse pose animalesche, con sequenze di divertente inventiva, musica sontuosa e canti orientali. A metà tra teatrodanza e musical, Jungle book reimagined nell’indeterminatezza che lo caratterizza, pecca di un eccessivo didascalismo e parlato. Nelle intenzioni programmatiche adatto a tutte le età, bambini e adulti, in realtà si presta specie a un pubblico di ragazzi.
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