Dura oramai da quasi due settimane l’occupazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli da parte delle studentesse e dagli studenti, che hanno dato il via alla mobilitazione per far sentire la propria voce contro i disservizi e per rivendicare il loro diritto all’istruzione e alla socialità. «Vogliamo il rientro nelle aule di tutti i corsi. Questa è casa nostra», dichiarano gli studenti che, minacciati di sgombero, misura approvata dal Consiglio Accademico, continuano nella loro protesta, rendendo gli spazi fruibili a tutti, nel pieno rispetto delle norme anticovid, per dimostrare che una didattica sicura e in presenza è possibile. Anche perché «L’arte in DAD non si può fare», continuano, sollevando una questione metodologica di ampia portata.
Alla direzione dell’Accademia si contestano non solo l’assenza di un piano concreto in previsione di un ritorno in presenza ma anche la rigidità nel conservare un regolamento didattico ancorato a norme oramai impossibili da ottemperare, come quella dell’obbligo di frequenza. Nella protesta sono confluiti anche altri motivi “strutturali”, per denunciare le condizioni fatiscenti di alcune aree dell’edificio e l’assenza di aule studio adatte. L’occupazione ha assunto una portata generale, per gli studenti delle Università e delle Accademie di tutta Italia che, da un anno, non possono frequentare i loro corsi, perdendo irrimediabilmente il valore relazionale insito nel metodo dello studio superiore.
«Prima di arrivare all’occupazione abbiamo chiesto un dialogo con la direzione, ma oltre all’imposizione di sgombero non ci è stato comunicato altro», spiegano gli studenti che, per rispettare le norme di sicurezza, hanno effettuato una campagna di tamponi presso le strutture dell’ex OPG, l’ex ospedale psichiatrico abbandonato, occupato sei anni fa da collettivi studenteschi e, oggi, diventato un centro di servizi a disposizione del territorio. «Crediamo che sia necessario rivendicare i nostri diritti ma dobbiamo farlo in piena sicurezza. Anche per questo chiediamo di essere ascoltati e non arretreremo di un passo. Ci è stato comunicato che nelle prossime ore potremmo essere sgomberati. Ora non possiamo fare altro che aspettare».
Dall'assenza alla Biennale di Venezia alla ricerca del posto fisso: pensiero debole e sopravvivenza economica sono i nodi della crisi…
Scultore della percezione e dello spazio, Remo Salvadori è morto a 79 anni: una carriera internazionale, tra la Biennale e…
Contemporanea 2026 ha coinvolto 32 gallerie romane con mostre, aperture speciali e itinerari tra centro storico, Ostiense, San Lorenzo ed…
Per la 61. Biennale d’Arte, l’artista nordirlandese Mark Francis trasforma il Tana Art Space di Venezia in un dispositivo sinestetico…
Non solo K-Pop e K-Beauty: la nuova Biennale dell’Hangeul trasformerà la città di Sejong in un museo a cielo aperto,…
Astronauti, paesaggi alpini e giardini notturni nella mostra personale di Yuri Catania visitabile presso la Casa comunale Val Mara di…