Categorie: Formazione

Tra didattica in presenza e DAD: opportunità e prospettive per RUFA

di - 4 Dicembre 2020

Per il comparto Afam e per le Accademie di Belle Arti in particolare, l’emergenza sanitaria ha originato un vero e proprio passaggio epocale. Nel giro di pochi giorni sono stati rivisti tutti gli aspetti legati al setting in presenza per attivare i processi di insegnamento in una modalità, quella online, completamente diversa. Le domande, soprattutto da parte degli studenti, ma anche da coloro che sono chiamati a erogare i vari processi formativi, ovviamente non sono mancate. Ma appare chiaro che la gestione di questo cambio di rotta è propedeutica alla riprogettazione di una didattica innovativa, diversa e da ripensare, che possa però mantenere inalterate le performance registrate fino a ora. Un’Accademia di Belle Arti resta, a prescindere, una Scuola del Fare. Un indirizzo confermato anche dal Ministero dell’università e della ricerca che, pur nell’incertezza della pandemia da Covid-19, ha consentito alle istituzioni impegnate nella formazione artistica, musicale e coreutica di muoversi in forma più autonoma, premiando comunque la frequenza ai cosiddetti corsi laboratoriali ed esperienziali de visu.

RUFA, lo confermano anche i dati delle iscrizioni assolutamente in linea con quelle degli anni precedenti, non ha perso il passo, garantendo anche a distanza, la totalità dei corsi previsti. Anzi, entrando nello specifico, non si può non evidenziare una crescita delle iscrizioni per le lauree magistrali. I bienni di specializzazione, che consentono ai professionisti dell’industria creativa di acquisire competenze quanto mai rilevanti, hanno attirato l’attenzione di tanti, nella consapevolezza che, per rispondere a un contesto influenzato dall’indecisione, l’investimento migliore è credere ancora di più in se stessi.

I riscontri ottenuti nel normale dialogo con gli studenti hanno evidenziato che i tempi sono maturi per una formulazione più ampia e definita delle modalità di apprendimento da remoto, purché inserite in un piano formativo che, come è stato fino a oggi, consenta di fare la differenza e di generare artisti, così da contribuire a divulgare appieno il senso del made in Italy. Una sfida che dovrà essere affrontata con il coinvolgimento degli organi governativi, ponendo come punto di riferimento il benessere emozionale dello studente.

Il quesito, che alimenterà il dibattito nei prossimi mesi, è chiaro: in relazione a contenuti e obiettivi, gioverebbe un’erogazione totale o parziale a distanza di un dato insegnamento, anche dopo l’attuale emergenza sanitaria? L’esperienza della didattica online, mostrata in questi mesi, va perseguita e rafforzata. Sono tanti i corsi che, da remoto, hanno suscitato interesse e passione negli studenti. E non mancano sorprese del tutto inattese. La “risposta” degli studenti RUFA è stata molto positiva: l’83,83% ha valutato questo nuovo approccio con un giudizio tra buono e ottimo. Ma non è tutto. Si tende ad apprezzare in maniera ancora più positiva l’operato dei professori rispetto all’attività svolta in presenza. Una visione che rafforza quella capacità di generare valore aggiunto dando forma e sostanza ad un agire sinergico ancora più empatico tra docente e studente.

In questo nuovo divenire, l’obiettivo che RUFA si è posto resta ben fermo: sostenere la formazione delle arti, nel senso più ampio del termine, in una sintesi perfetta tra il pensare e l’agire, innovando il concetto di “comfort zone”, tra la gestione diretta dei propri spazi e la possibilità di utilizzare l’esperienza vitale dell’Accademia.

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