Categorie: Fotografia

Fragilità umane, al Portale Ostiense le fotografie performative di Federico Massimiliano Mozzano

di - 20 Ottobre 2023

L’architettura è anche la scrittura sovraimpressa dei luoghi e di questi ne conserva le storie, le voci, gli attraversamenti, quando ha la fortuna di sopravvivere all’azione inevitabile del tempo oppure all’intervento, decisamente più a misura d’uomo, delle ruspe. È il caso, a Roma, del Portale Ostiense, stabile spazio dismesso dal 1970 e recentemente salvato dalla demolizione, che ha aperto le sue porte al pubblico nell’aprile 2023.

Breve storia del Portale Ostiense

La struttura rimane oggi l’unica testimonianza di un piano ben più ampio dell’architetto Tullio Passarelli, che a Roma espresse il suo eclettismo in tanti edifici e che, nel 1919, progettò per il Consorzio Agrario Cooperativo alcuni edifici, costruiti in via del Porto Fluviale. Nei primi anni 2000, gli edifici del Consorzio furono demoliti, alo loro posto si innalzarono alcune palazzine private, mentre del Consorzio venne salvato l’ingresso principale. Ubicato a pochi passi dal ponte dell’industria, il fabbricato di mattoni rossi è sopravvissuto alla demolizione dei magazzini e del Silos del Consorzio Agrario, costruiti nel 1921, di cui oggi ne rimane l’unica testimonianza. Peraltro, le indagini archeologiche, condotte nell’area dopo le demolizioni, hanno evidenziato l’esistenza di tre nuclei di strutture antiche e di una necropoli, sviluppatesi in tempi diversi.

Una location trasversale, a vocazione artistica

E oggi, il Portale Ostiense è una location polifunzionale e trasversale con vocazione artistica. «Lo spazio è nato in primis con questa “impellenza”: dare voce agli artisti. Lo scopo del progetto è anche immergersi e dare attenzione alla nostra città, Roma, e alle sue crescenti iniziative nell’arte contemporanea e digitale», spiegano da Portale Ostiense. Dopo aver partecipato lo scorso maggio a NFT Rome 2023, un evento che mette in dialogo cultura digitale, arte e tecnologia blockchain, Portale Ostiense parteciperà alla Roma Art Week, che si terrà dal 23 al 28 ottobre 2023, con FEAR, un progetto di fotografia performativa di Federico Massimiliano Mozzano, incentrato sulla fragilità umana, in apertura il 26 ottobre, dalle 18 alle 22.

«In questo progetto è visibile uno stretto legame con le tematiche sociali contemporanee e con lo spettatore, al quale ci si rivolge utilizzando un codice comunicativo estremamente fisico e fruibile», continuano. «Fear delinea un’irriverente indagine sugli archetipi della fragilità umana, connessa con la superficialità delle odierne relazioni interpersonali, una violenza nascosta dietro un ingannevole velo di perbenismo. Non esistono regole o disciplina in un mondo in cui siamo tutti vittime designate e consapevoli dell’altro, al tempo stesso carnefici pronti ad avventarci sul prossimo, offendere, oltraggiare senza motivo. Pedine di quel gioco crudele in cui non ci sono trionfatori, ma soltanto miserabili vinti».

Biografia di Federico Massimiliano Mozzano

Nato a Roma nel 1970, Federico Massimiliano Mozzano segue la via del padre e del nonno, entrambi fotografi del Gabinetto Fotografico Nazionale. Ha frequentato l’istituto per la cinematografia e televisione “Roberto Rossellini” e poi la facoltà di Lettere e filosofia con indirizzo storicoartistico. Sceglie di dedicarsi alla fotografia di still life e ritratto, stili che gli consentono di studiare e approfondire le diverse tecniche di illuminazione sia in studio che in esterni.

«Fotografo oggetti senza vita per poterli controllare, toccare, piegare secondo la mia mente. La luce è per me una firma singolare. Nascondo e rivelo, lascio immaginare e altre volte rendo tutto aggressivamente visibile. Amo i contrasti e quando lavoro penso sempre a punti di vista opposti. Mi piace il confronto, lo scambio, mi piace sconcertare, deridere, approfondire ed essere consapevole. I temi che affronto sono da sempre gli stessi, l’essere umano e la sua natura, le sue differenze, le sue certezze e le sue paure».

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