Categorie: Fotografia

Le fotografie di Veronica Gaido ritraggono le forme nel flusso del tempo

di - 6 Maggio 2025

È un ritorno alle origini, il senso della mostra fotografica Fluire l’infinito di Veronica Gaido. Un rincasare nella sua Versilia, terra d’origine, dopo aver esposto e vissuto in tutto il mondo, ma anche un ritorno alla riflessione sul tempo e sul suo fluire, in relazione alla staticità dell’immagine fotografica. La mostra si svolge nel luogo più iconico della cittadina marina, nel Forte, patrocinata dal Comune di Forte dei Marmi, curata da Beatrice Audrito e sponsorizzata da Frette.

L’esposizione si svolge sui tre piani dell’edificio storico e abbraccia tematiche care all’artista, quali il mutamento, il cambiamento e la trasformazione. Sarà la fotografia e la venticinquennale ricerca esperienziale di Veronica Gaido, nata a Viareggio nel 1974, a scandire i ritmi costanti e inarrestabili del fluire del tempo restituendone “il flusso incessante della vita”.

La fotografa, usando l’obiettivo come un grande pennello, dedica al tema dell’acqua un intero piano della mostra. Con l’acqua omaggia la sua terra d’origine mediante immagini ondeggianti e tremule, per un immaginario di riflessioni e rifugi segreti dell’animo. Come con l’acqua, si lascia attraversare dalle esperienze, dai luoghi e dalle persone che l’hanno resa la donna e l’artista che è oggi. Ogni opera viene usata come tassello del percorso umano e professionale.

Veronica Gaido, Fluire l’infinito, veduta della mostra, Forte dei Marmi, 2025, gentile cortesia dell’artista

Nei fotogrammi dell’acqua, vi è un orizzonte osservato e perso, una delineata linea tra terra e cielo di un non luogo, inteso come origine universale di un progetto cosmico che avvolge e rende partecipi.

Nell’osservazione delle grandi fotografie, ci si perde negli scatti dei mari di tante parti del mondo, uguali e diversi, mentre nella luce sarà il mutamento a determinare la forma. L’armonia silenziosa la si raggiunge mediante una maestria fotografica, nella tecnica della lunga esposizione, accolta come accettazione dell’errore e dell’imperfezione.

Nei secondi di apertura dell’otturatore della fotocamera, l’artista dà vita a pura poesia fatta di vibrazioni, sentimenti, rimandi e nostalgie, superando la distinzione tra immagini, in una lunga esplorazione usata come strumento per restituire “un tempo esteso” che, come un’onda sul bagnasciuga, si infrange per lasciare traccia del suo passaggio.

Veronica Gaido, Fluire l’infinito, veduta della mostra, Forte dei Marmi, 2025, gentile cortesia dell’artista

Questa tecnica, diventata la sua firma stilistica, ha permesso all’artista di dar vita a trasformazioni attraversate dal tempo e dalla luce, manifeste soprattutto nella seconda parte del suo lavoro, in cui corpi nudi fluttuano poeticamente al chiarore di 300 candele, per un’atmosfera calda, intima e suggestiva, in cui la luce naturale accentua il senso di fragilità e introspezione. Il lavoro fotografico dal titolo Aphrodite L’amour et le Divorce utilizza i corpi dai contorni indefiniti come costanti, inesorabili trasformazioni, tra esitazioni e insicurezze, audacia e risolutezza. Una materia fluida sospesa tra presenza e assenza, tra forma e dissolvenza.

Veronica Gaido, Fluire l’infinito, veduta della mostra, Forte dei Marmi, 2025, gentile cortesia dell’artista

Nell’ultima parte della mostra, dal titolo Through the View, una serie di fotografie in bianco e nero, in cui gli scatti si sovrappongono per un gioco di prospettive caleidoscopiche, si ritorna sui luoghi della Versilia, per concludere un metaforico cerchio.

Nel lavoro di Veronica Gaido non vi è post-produzione ma solo tecnica, intuito e visione armonica, per immagini fotografiche sospese tra sogno e realtà concretezza e dissolvenza.

Veronica Gaido, Fluire l’infinito, veduta della mostra, Forte dei Marmi, 2025, gentile cortesia dell’artista

La mostra si concluderĂ  il 25 maggio 2025.

Veronica Gaido, FDM – Senza titolo, 2014, 110×210 cm, stampa su carta Epson ultra smooth – ED 1_9+2 PA
Veronica Gaido, Attimi disciolti, 2017, stampa fine art, 55×85 cm, ED 1 92-PA
Veronica Gaido, ISHTAR, 2017, stampa su carta giapponese, 96×66 cm, ED 1 92 PA

Articoli recenti

  • Mostre

È tempo di reverie: a Torino cinque artisti esplorano sogno e percezione

Alla Galleria SimĂłndi di Torino, una mostra collettiva riunisce cinque artisti in un suggestivo dialogo tra contemplazione, sogno e paesaggi…

17 Aprile 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Pratiche di cura nel paesaggio urbano: il progetto di Andrea Gubitosi a Napoli

A Napoli, il giovane artista Andrea Gubitosi sta portando avanti un progetto di intervento diretto sul territorio, attraverso azioni di…

17 Aprile 2026 13:30
  • Design

Carla Tolomeo, come reinventare la sedia: il racconto di 30 anni di ricerca tra arte e design

Quando l'oggetto quotidiano diventa arte: in occasione della Milano Design Week, per un progetto editoriale e curatoriale di Cramum e…

17 Aprile 2026 11:30
  • Progetti e iniziative

Un racconto digitale per l’opera di Marta Czok: il nuovo progetto all’Università di Urbino

Un nuovo progetto di ricerca per riscoprire e archiviare le opere di Marta Czok, attraverso avanzate tecnologie di imaging e…

17 Aprile 2026 10:34
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026, la guida quotidiana agli appuntamenti in cittĂ 

Tra anteprime e inaugurazioni, ecco cosa vedere nel programma della Milano Art Week 2026: la guida di Untitled Association oggi…

17 Aprile 2026 9:31
  • Mostre

Ludovico Bomben e la figura come soglia: forme, segni e apparizioni alla Galleria Michela Rizzo

Fino al 24 aprile 2026, alla Galleria Michela Rizzo di Venezia, “Una figura continua a cercarmi” di Ludovico Bomben mette…

17 Aprile 2026 0:02