Categorie: Fotografia

The Fall: le fotografie di Giulia Mangione alla Triennale di Milano

di - 26 Gennaio 2024

Triennale Milano ospita il ciclo fotografico The Fall di Giulia Mangione, vincitrice del premio Luigi Ghirri 2023. Fil rouge della mostra è il tema dell’Apocalisse e il suo declinarsi in umane paure.

La mostra, curata da Ilaria Campioli e Daniele De Luigi e visitabile fino al 18 febbraio 2024 negli spazi della Triennale di Milano, propone il lavoro con cui Giulia Mangione ha vinto il Premio Luigi Ghirri 2023 della scorsa edizione Giovane Fotografia Italiana all’interno del festival Fotografia Europea di Reggio Emilia. La mostra è promossa dal comune di Reggio Emilia al fine di scoprire e valorizzare i nuovi talenti under 35 del panorama fotografico italiano.

Il percorso che ha portato a The Fall comincia con tre anni di ricerca da parte della fotografa sul tema della felicità e sullo studio del mercato dei bunker in crescita a livello internazionale. Giulia Mangione si concentra dunque su storie collegate a queste forme architettoniche e al tema dell’apocalittico, raccogliendo un racconto fotografico che geograficamente spazia dalle Canarie agli Stati Uniti, attraversando Patmos, isola greca dell’Apocalisse. L’intento non è quello di apporre etichette o giudizi sulle scelte che hanno portato gli individui ritratti a condurre un certo tipo di vita, ma quello di dar voce attraverso l’immagine e non solo, ai timori generati da un’ipotetica fine del mondo.

Installation view mostra. Giulia Mangione. The Fall. Foto Gianluca Di Ioia © Triennale Milano

Quello che Giulia Mangione indaga attraverso la sua ricerca fotografia, accompagnata da registrazioni e appunti di viaggio, sono alcune delle modalità attraverso cui diversi gruppi di persone scelgono di prepararsi in vista di avvenimenti catastrofici qualora dovessero verificarsi. I soggetti ritratti sono quindi survivalisti, preppers, membri di culti religiosi e persone che abitano nei bunker. Si tratta di contesti sociali che, in quanto sociali, rimandano anche al senso di appartenenza che in queste circostanze si genera. È proprio questa riflessione sul «tema dell’appartenenza in relazione al sentimento della fine» insieme alla «solidità della ricerca» e alla «qualità fotografica», come evidenziato dalla giuria della scorsa edizione di Giovane Fotografia Italiana, che ha portato Giulia Mangione a qualificarsi come vincitrice.

Protezione e appartenenza emergono anche dalle registrazioni che accompagnano la mostra, quasi indispensabili per contestualizzare queste storie che acquistano con la voce di chi le racconta una potenza ancor più vibrante. Giulia Mangione sceglie inoltre tioli parlanti per le proprie immagini, fortemente evocativi e che aiutano nella lettura di quanto il visitatore si approccia ad osservare.

Installation view mostra. Giulia Mangione. The Fall. Foto Gianluca Di Ioia © Triennale Milano

Un esempio emblematico del connubio tra titolo evocativo e storia narrata è quello di When We Run Out of Chocolate Chips, the World Will End, che ritrae con tocco minimale delle gocce di cioccolato su un piano d’appoggio bianco. La voce di una donna, che in sottofondo si racconta, permette di entrare e navigare quella fotografia apparentemente così limpida. Le pepite non sono più un comune ingrediente, ma si fanno tentazione e punizione. Il retroscena racconta infatti di una madre che periodicamente privava i figli di un qualche bene per un mese come prova di sopravvivenza. Lo spunto arriva da un romanzo sull’apocalisse in cui la protagonista, durante un periodo di carestia, scova e assaggia alcune scaglie di cioccolato. Ne consegue la costrizione a finire completamente la busta, che avrebbe costituito l’apporto calorico dell’intera settimana. La donna prosegue poi affermando che il ricordo di quei mesi e di questo particolare capitolo del romanzo ha portato i figli ad associare la fine del mondo con delle gocce di cioccolato. Dalla registrazione si percepisce inoltre che la donna al momento dell’intervista stesse proprio mangiando, elemento che colpisce e si pone in contrasto con il racconto della sua esperienza.

Ogni fotografia in mostra ha una sua storia alle spalle che spesso fa sorgere punti interrogativi in chi la guarda, creando un paradosso tra le mura stabili della sala espositiva e quello che invece pare essere un mondo sull’orlo della fine. Sono credenze e magari falsi miti che si annidano dietro i paesaggi e i volti dei soggetti ritratti, ma in anni in cui ad esempio ancora rimbomba un’eco pandemica, in mostra non può allora che risuonare forte la scritta dell’omonima fotografia How Do You Know What to Believe.

Installation view mostra. Giulia Mangione. The Fall. Foto Gianluca Di Ioia © Triennale Milano
Installation view mostra. Giulia Mangione. The Fall. Foto Gianluca Di Ioia © Triennale Milano

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il surriscaldamento globale è realtà. Un ghiacciaio scomparso diventa monumento fragile al Castello di Rivoli

Cecilia Vicuña trasforma la Manica Lunga del Castello di Rivoli in un paesaggio di lana e memoria: cento metri di…

1 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Giacomo Balla: l’artista totale, oltre il Futurismo. Al Mart di Rovereto

Fino al 18 ottobre, Il Mart presenta per la prima volta in Italia una delle maggiori collezioni private monografiche al…

1 Giugno 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Un maxi-restauro da 38 milioni: ecco la nuova casa dell’Archivio Storico della Biennale

Un hub di 8.000 metri quadrati aperto 365 giorni all'anno, destinato a imporsi come il centro di ricerca sulle arti…

1 Giugno 2026 16:49
  • Progetti e iniziative

2 giugno 1946-2026, il voto come gesto di ascolto: il progetto di Afterall a Modena

Per gli 80 anni della Repubblica, il duo Afterall presenta a Modena una installazione sonora nata da un processo partecipativo:…

1 Giugno 2026 15:30
  • Mercato

Da Frank Stella a Mario Merz: a Parigi va all’asta la collezione Claude e Grazyna Cluzel

Trentacinque opere tra Minimalismo, Arte Povera e astrazione del dopoguerra raccontano il gusto rigoroso dei due collezionisti. E le loro…

1 Giugno 2026 15:00
  • Teatro

Noi, non io: al festival Up To You, la direzione artistica è un atto collettivo

A Bergamo il festival Up To You sperimenta una direzione artistica partecipata: giovani curatori e professionisti costruiscono insieme - e…

1 Giugno 2026 14:30