Categorie: Libri ed editoria

libri_dizionari | Enciclopedia dell’arte | (zanichelli 2004)

di - 17 Gennaio 2005

La storia dell’enciplopedia è curiosa sin dall’inizio. Il termine stesso, il latino rinascimentale encyclopaedia, in realtà è un misreading. Senza addentrarci in questioni di filologia greca, la titanica impresa è legata indissolubilmente al tentativo -non il primo ma sicuramente il più noto- di Diderot e d’Alembert di sistemare in rigoroso ordine lo scibile umano. Racconta un inebriato Guéhenno che proprio Diderot sognava un’opera che gli avrebbe fatto conoscere tutte le arti, obbligandolo a descriverle. Aldilà degli anacronismi, come non ricordare l’Autodidatta della Nausea di Sartre, che non riusciva a terminare la lettura perché accusato di pedofilia?
Col passare dei decenni, parallelamente alla sempre maggiore specializzazione della tecnica, si sono diffuse le enciclopedie specialistiche, prive dell’hybris di voler essere onniscienti. Anche così, l’impresa non è certo agevole. Nella fattispecie, il problema sorge ovviamente sin dalla decisione in merito a cosa è l’arte: s’immaginano le discussioni, le domande assillanti. Ma Gianni Versace era un artista? Ed Immanuele Kant lo mettiamo oppure no? E di TizioCaio, che non vale nulla ma è battuto nelle aste più rinomate, che ne facciamo? Son domande che per mesi non avranno fatto dormire lo staff di Edigeo che ha redatto le circa 10mila voci di questo volumone pubblicato per i tipi della bolognese Zanichelli. Inoltre, le questioni epistemologiche si saranno certamente assommate alle non meno pressanti questioni relative ai giochi di potere, che immancabilmente parassitano il cosiddetto sistema dell’arte. E anche in quel caso immaginiamo le domande che si saranno posti gli estensori, di contro alle richieste della galleria x, che non può perdonare il fatto che non venga pubblicata un’immagine dell’artista y, che oltre tutto è stato recensito sulla rivista z dal critico-curatore-direttore w.
D’altronde, un’opera del genere, in lingua italiana, latitava. Certo, ci sono libri interessanti che possono apparire alternativi, ma in fondo hanno alle spalle un taglio editoriale assai differente. Giusto per accennare a un paio di esempi, il Dizionario della giovane arte italiana (Politi Editore, 2003); oppure lavori come Il lessico dell’arte di Paolo Furia (Ares, 2003), che però si limita a tecniche, supporti etc.
Se dovessimo far come l’Autodidatta, procederemmo con ordine. Primo viene un tedesco tra Cinque e Seicento, Hans von Aachen, che si accaparra anche la prima immagine. Geroges Adéagbo è il primo artista africano, affresco il primo box tematico, Abitare la prima rivista, Adel Adbessemed il primo migrante, Magdalena Abakanowicz la prima donna…
Ma, come si suol dire, non sono tutte rose e fiori. Il testo necessita di alcune inevitabili revisioni. Da un lato per le immancabili dimenticanze, errori, nuovi lemmi o implementazioni, etc. Purtroppo è capitato proprio alla voce Exibart, che nel motore di ricerca che interroga il database del Cd-Rom viene reperito solo digitando exibartcom. Per citare un altro esempio, che in redazione si direbbe di “uniformità”, le date di nascita ed eventuale morte sono indicate talora solo con l’anno, tal altra anche con giorno e mese; ancora, “Tema Celeste” è un bimestrale e non un mensile, e magari ridurre di sei battute la voce Argan, perché è stato sì importante, ma non ha avuto un ruolo ruolo di primo piano nel dibattito artistico.
Dall’altro -e non è cosa per la quale può essere sufficiente una mera ristampa-, vi sono alcuni aspetti che forse andrebbero presi nuovamente in considerazione. In primis la grafica del Cd-Rom, che se sicuramente costituisce uno strumento portentoso, specie per le ricerche incrociate, ha un’interfaccia poco accattivante. Inoltre, proprio uno dei suoi punti di forza può rivelarsi un problema non da poco. In breve, per molti artisti esistono delle immagini, in parte contenute nel Cd-Rom stesso, in parte facenti riferimento a siti esterni. I link non sono quasi mai generici, ma puntano direttamente alla pagina web contenente l’immagine. Proprio per ciò, la risorsa è sottoposta alla tirannia di una banalissima rinomina dei file. Un esempio? Non è difficile: il secondo link a lavori di Lucien Freud punta sul sito dello Hirshhorn Museum, che però in quella pagina ora ha un conturbante disegno di Henri Gaudier-Brzeska. Per restare nell’ambito dell’immagine, alcune scelte sono poi piuttosto opinabili, per esempio nel caso di Sandro Chia, con un pastellino che fa impallidire la Transavanguardia. Infine, la scelta di inserire artisti anche giovanissimi espone il volume alla rapida obsolescenza: alcuni cadranno nel dimenticatoio in pochi mesi, altri andranno inseriti, di tutti bisognerà aggiornare le tematiche, le opere, le partecipazioni a mostre e biennali.
Il gioco in stile sapientino è comunque appassionante: chi sapeva, per esempio, che la tenia non è solo un parassita intestinale, ma pure un “listello che nell’ordine dorico separa l’architrave dal fregio…”?

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Dizionario della giovane arte italiana 1

marco enrico giacomelli


Edigeo (a cura di) – Enciclopedia dell’arte Zanichelli
Zanichelli, Bologna, 2004
ISBN 8808-22390-6 (con CD_ROM); 8808-07931-7 (solo volume)
Pagg. 1216; illustrazioni a colori
€ 53,80 con CD-ROM; € 49,80 solo il volume
9500 voci, 1500 immagini, 165 quadri di approfondimento


[exibart]

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