Categorie: Libri ed editoria

libri_saggi | Arte d’Oriente. Arte d’Occidente | (electa 2006)

di - 22 Febbraio 2007

Arte orientale e arte occidentale si sono incontrate e scontrate nel corso dei secoli, allontanate e avvicinate inconsapevolmente, fino a instaurare un dialogo duraturo. Caroli ricostruisce questa fitta trama di divergenze e sottili rispondenze a partire dalla caduta dell’Impero Romano. In Occidente prevale una cultura figurativa erede del verismo romano, nell’Impero Romano d’oriente il pensiero figurativo evolve in modo totalmente diverso. La cultura bizantina è ieratica, astratta, rarefatta fino all’iconoclastia.
Iconoclastia e attrazione per le immagini scolpite o dipinte -Caroli parla di iconofilia– sono i due poli fra i quali si snodano i primi capitoli del libro. Muovendosi da ovest verso est s’incontrano le civiltà iconoclaste del medio oriente, Islam e cultura ebraica -iconoclaste, sì, ma con le dovute differenze- poi le “gigantesche, strepitose tradizioni iconofile del mondo asiatico” in India, Cina e Giappone. La descrizione delle civiltà artistiche e di alcune delle opere più significative che hanno prodotto è accompagnata da una manciata di notizie sulla storia, le credenze religiose, l’insieme di idee che si potrebbe definire ‘filosofia della vita’. Perché la storia delle immagini è strettamente connessa al contesto culturale, sociale e religioso.
L’analisi si sofferma più a lungo sull’arte occidentale e sui rapporti con Cina e Giappone. Nel ripercorrere la storia dell’arte occidentale, Caroli ripropone la tesi esposta in un libro precedente, Le tre vie della pittura: i tre “primari che […] hanno guidato il moderno “pensiero in figura” occidentale […] sono a partire dal Quattrocento la luce e l’anima, cui si aggiunge a partire dal Settecento il racconto. […] Questi “primari” sono sottoposti ad un “a priori” che è la prospettiva.

Su questi quattro elementi si gioca il confronto tra oriente e occidente. La rappresentazione della luce e la pittura come racconto sono interessi comuni, le soluzioni sono diverse, ma il confronto tra oriente e occidente è possibile. La rappresentazione prospettica e l’anima, la linea introspettiva della pittura, sono invece caratteristiche specifiche dell’arte occidentale. Perché? Caroli fornisce la sua spiegazione: “Solo l’occidente ha affidato originariamente la propria rappresentazione della realtà alla prospettiva lineare”, perché solo l’uomo occidentale si sente “altro” dal mondo e avverte l’esigenza di misurarlo e conoscerlo razionalmente. La pittura orientale non inventa la prospettiva perché non ne sente la necessità. Uomo e natura sono fusi in un’unica, armonica unità, il che consente all’arte orientale “un senso perduto e rappacificato della natura che sarà probabilmente negato per sempre all’anima occidentale”. Così come solo l’occidente “ha avuto la volontà o la possibilità di tradurre in immagini la disperazione dell’anima”. Anche qui la motivazione è da ricercare in una diversa visione del mondo. Può sembrare una spiegazione un po’ semplificata, ma non si può negare che abbia un grande fascino.
Dal XVIII secolo, gli incontri s’intensificano e le divergenze cominciano ad attenuarsi. Sappiamo tutto di come gli impressionisti prima, Van Gogh e Gauguin poi, siano rimasti incantati dalle stampe giapponesi. Il XXI secolo si è aperto all’insegna di una crescente uniformità. Da un lato l’arte informale -“per l’arte orientale un approdo inevitabile”- diffusa su tutto il pianeta; dall’altro l’omaggio frequente dell’arte cinese soprattutto alla Pop Art americana.
Allora ci rimane un dubbio: se la diversità era conseguenza di un diverso modo di pensare il mondo, il convergere degli stili può indurre a credere che anche le idee si stiano avvicinando? Oppure l’arte viaggia in anticipo sulle idee? O invece è una fascinazione reciproca dovuta alla diffusione planetaria delle immagini, che non va oltre la somiglianza formale? Aspettiamo la risposta di Flavio Caroli, magari nel prossimo libro.

antonella bicci


Flavio Caroli – Arte d’Oriente. Arte d’Occidente. Per una storia delle immagini nell’era della globalità
Electa, Milano 2006
ISBN 88-3704-192-6
Pagg. 160; ill. col., € 29
La scheda dell’editore: http://www.exibart.com/profilo/editore.asp/idelemento/8


la rubrica libri è diretta da marco enrico giacomelli

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Performing Research: tracce, paesaggi e visioni della ricerca artistica

Al Complesso Monumentale del San Giovanni a Catanzaro prende forma Performing Research, mostra in programma fino al 15 maggio che…

13 Marzo 2026 0:02
  • Attualità

Biennale nel caos sul Padiglione Russia. Giuli chiede le dimissioni della consigliera MiC

Dopo le polemiche sul ritorno della Russia alla Biennale Arte 2026, il ministro Alessandro Giuli ha chiesto le dimissioni di…

12 Marzo 2026 20:25
  • Arte contemporanea

Max Mara Art Prize for Women: le cinque finaliste della prima edizione nomadica

Annunciate le cinque finaliste della decima edizione del Max Mara Art Prize for Women: il premio inaugura una nuova fase…

12 Marzo 2026 18:10
  • Mercato

Il mercato dell’arte globale è tornato a crescere

A dirlo è il nuovo Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026: buona ripresa per le vendite di…

12 Marzo 2026 17:58
  • Musei

Nelle rinnovate Galleries del V&A di Londra c’è anche un frammento d’Italia

Alla riapertura delle Gilbert Galleries del Victoria & Albert Museum di Londra, trova spazio anche la tradizione italiana del micromosaico,…

12 Marzo 2026 17:12
  • Architettura

Il prestigioso Pritzker Prize 2026 assegnato all’architetto cileno Smiljan Radic Clarke

La 55ma edizione del Pritzker Architecture Prize, il riconoscimento di architettura più prestigioso al mondo, è stata assegnata al cileno…

12 Marzo 2026 15:00