Categorie: Libri ed editoria

Verso l’altrove: l’opera di Alberto Abate nel nuovo catalogo ragionato

di - 17 Ottobre 2024

Il catalogo ragionato delle opere di Alberto Abate (1946 – 2011) pubblicato da Skira (a cura di Emma Abate e Cesare Biasini Selvaggi, testi in italiano e inglese, 312 pp., 118 €) si legge in due modi, anzi in tre. La nota introduttiva di Emma Abate, il saggio di Cesare Biasini Selvaggi e l’intervista concessa a Linda Kaiser nel 1997, e qui ristampata, preparano il lettore all’immersione nella produzione artistica di uno tra i più  originali rappresentanti della corrente tenuta a battesimo da Italo Mussa negli anni Ottanta e nota come Pittura colta (o Anacronismo, secondo Franco Piruca): oltre 500 opere (tra tele, disegni, stampe e documenti fotografici, dal 1960 al 2011) che scandiscono gli anni della formazione, quelli giovanili delle incursioni nella Pop art e nella performance, quelli dell’ingresso nei circuiti nazionali (dall’adesione al gruppo dei Sei Pittori riunito intorno alla Tartaruga di Plinio de Martiis, all’esperienza degli Ausoni) e internazionali, sotto il segno del Ritorno alla Pittura. Sono gli anni della piena maturità, quelli dei grandi cicli tematici del mito e della storia sacra (Euridice, 1989; La maschera dell’angelo e del demonio, 1990; Hermès-phrodite lunaire, 1991; Salomè, 1992), del sincretismo e dell’arte come Dottrina dell’amore (1996) o come Macchina del silenzio (2006), viatico delle visioni dell’ultimo periodo, nelle quali la forma dell’umano risuona nell’astratto, e viceversa (Dittici, 2010-2011).

L’intera parabola di questo percorso creativo si trova qui ricomposta, documentat e ordinata, per la prima volta, in un unico volume. Ne risulta il quadro di un’avventura intellettuale, non solo artistica, fuori dal comune per originalità, varietà e fecondità: come l’esperienza di Abate (ri)assume, attraversa, destruttura e oltrepassa lo spazio artistico italiano degli ultimi 50 anni, così questo catalogo mette in scena il racconto di una vicenda creativa tanto consapevole di quella stagione, quanto della propria singolarità, rivolta verso un “altrove” paradossalmente immerso nel proprio tempo.

Alberto Abate (Venezia 1988)

Il secondo livello di lettura è quello che le opere stesse richiedono: le opere di Abate vanno lette, compitate, decifrate. L’eleganza della composizione, il primato del disegno, l’eloquenza semantica, e sintattica, del colore, l’attenzione al dettaglio sono i dispositivi attraverso i quali Abate manipola un immaginario simbolico di straordinaria estensione, in verticale e in orizzontale: sul mito classico e orientale, sulle tradizioni mediterranee antiche e medievali si innestano, con naturalezza e sapienza sorprendenti, letteratura, religione, psicanalisi e cinema (da Jung, a Eliade, da Hitchcock a Bergman: si veda Le ore di Edipo, 1988, o il raffinatissimo gioco di luci della Casa del Minotauro, 1988).

L’abilità di Abate di rappresentare e risolvere tensioni ed enigmi nella staticità plastica di figure collocate nello spazio hic et nunc della tela – come l’immagine dello sciamano danzante al suono muto di un’orchestra di pietra in Et in Arcadia ego (1987), o quella di Prometeo o l’altro Lucifero, 1986, opera prestata alla copertina del volume, in cui il supplizio inflitto dall’aquila dal busto di donna si lascia interpretare come estasi ad un tempo mistica ed erotica – è al servizio di un’idea di arte che combina la poetica del Sublime a richiami surrealisti, dando vita a una inedita torsione del postmoderno.

Il catalogo comprende una selezione di scritti (teorici e narrativi) di Abate e su Abate (di Enrico Guarrera e Marcello Panascia) che, insieme a una antologia critica (con testi di Italo Mussa, Arnaldo Romani-Brizzi, Edward Lucie-Smith, Arturo Schwartz), mette in contatto il lettore con i due poli di quella ricerca intellettuale che è stata una costante del suo lavoro. A questi si aggiunge un esaustivo apparato con la cronologia dell’attività espositiva e una ricca bibliografia.

Il senso di questo catalogo, frutto di anni di ricerca e di accurata documentazione, che ha visto la partecipazione di galleristi, collezionisti e musei, italiani e internazionali, non si risolve in un repertorio ragionato delle opere destinato al mercato, né in un omaggio celebrativo: la terza chiave di lettura è quella che riconosce in questo lavoro l’intenzione deliberata dei curatori di rilanciare un’esperienza artistica che ha spostato in avanti l’orizzonte dell’arte italiana.

Alberto Abate. Opere (1960-2011). A cura di Emma Abate e Cesare Biasini Selvaggi. With English Text. Milano, Skira, 2024, 312 pp., 118 €

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