Thomas Dane Gallery, Frieze London 2022 Photo by Linda Nylind. Courtesy of Frieze and Linda Nylind
Occhio al calendario dell’arte, c’è un weekend da cerchiare a penna nella maratona delle fiere. Proprio nel pieno della settimana delle grandi aste londinesi, tra nuovi record e capolavori (ve ne parliamo qui), ecco annunciate le date dell’edizione 2023 dell’attesissima Frieze. Quando? Dall’11 al 15 ottobre, a pochi giorni dalla seconda edizione di Paris+ Par Art Basel – già immaginiamo un discreto tour de force. Dove? Al Regent’s Park, come da tradizione, insieme a progetti, partnership, eventi speciali, tutti raccolti sotto il cielo di Londra.
Prima tappa, Frieze London. Vale a dire 160 gallerie giunte da 40 Paesi (59 dalla Gran Bretagna), assieme a una bella sfilza di progetti paralleli ospitati in occasione dei 20 anni della kermesse. Festeggiamento in pompa magna con l’iniziativa Artist-To-Artist, un nuovo spazio firmato Frieze dedicato alla collaborazione tra artisti. Ci sono i nomi superstar, come Olafur Eliasson, Tracey Emin e Simone Leigh, stavolta vestono i panni di curatori; e ci sono gli artisti emergenti, sostenuti dai giganti del sistema, pronti a dare nuove voci, inedite, alla fiera. Ed ecco: Deborah Anzinger proposta da Simone Leigh (Nicola Vassell); Mark Barker proposto da Wolfgang Tillmans (Shahin Zarinbal); Ayoung Kim proposto da Haegue Yang (Gallery Hyundai); Fabian Knecht proposto da Olafur Eliasson (alexander levy); Vanessa Raw proposta da Tracey Emin CBE RA (Carl Freedman Gallery). Per citarne soltanto alcuni.
Non solo. Troviamo Focus tra gli appuntamenti tradizionali di Frieze London, la sezione acclamata dalla critica per le gallerie costituite a partire dal 2011. Quest’anno includerà presentazioni di Larry Achiampong (Copperfield), Josèfa Ntjam (Nicoletti), Jack O’Brien (Ginny on Frederick) e Jordan Strafer (Heidi and Hot Wheels). E per finire Editions, una raccolta di grandi maestri ma «affordable, rendendo il mondo del collezionismo accessibile a un pubblico nuovo».
Non poteva mancare Frieze Masters, tra gli appuntamenti dell’art market più attesi dell’anno, con oltre 130 gallerie guidate da Nathan Clements-Gillespie. «Riunisce sei millenni di arte, da rare antichità a dipinti old masters fino a capolavori del XX secolo», rivelano dalla sezione, «creando una destinazione dove i visitatori possono scoprire la storia dell’arte in modo nuovo».
Ci sono tutti, da De Jonckheere a Colnaghi, passando per Gagosian, Pace Gallery, Skarstedt, Hauser & Wirth. Tante zone di comfort, artisti storicizzati, senza dubbio, ma in ottima compagnia con le novità assolute della XX edizione. Come Modern Women, una sezione tematica diretta da Camille Morineau (co-fondatrice dell’organizzazione no-profit AWARE – Archive of Women Artists, Research and Exhibitions) e dedicata alle mostre personali di donne artiste. Qualche esempio? Lisetta Carmi (Ciaccia Levi e Galleria Martini & Ronchetti), Émilie Charmy (Galerie Bernard Bouche), Kangja Jung (Galleria Arario). Anche Studio è una new entry di Frieze 2023, è a cura di Sheena Wagstaff ed è incentrata sul luogo di creazione dell’artista, dove la scintilla dell’invenzione si manifesta sotto forma di oggetto.
Presente Spotlight, con presentazioni personali di artisti del XX secolo, curata per la prima volta da Valerie Cassel Oliver (Sydney and Frances Lewis Family Curator of Modern and Contemporary Art del Virginia Museum of Fine Arts). L’obiettivo: valorizzare le opere di alcuni artisti che, tra gli anni ’50 e ’60, non sono stati esposti a dovere. Ultimo pit-stop Stand Out, dove le opere d’arte un tempo liquidate come “decorative” vengono riesaminate e recuperate in modo significativo.
L’appuntamento è a metà ottobre, sotto il cielo di Londra.
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