Alighiero Boetti, Mettere i verbi all'infinito, 1988. Christie's Italia
Christie’s torna a Milano con un appuntamento dedicato al XX e al XXI secolo, nel solco di quella nuova prospettiva che smussa ogni confine e abbatte i muri delle categorie più serrate. Reborn: Modern and Contemporary, è questo il titolo dell’asta online che dal 22 aprile al 6 maggio valicherà i limiti spazio-temporali dell’arte, per raccontare la storia di 103 lotti in naturale progressione, un decennio dopo l’altro.
È Cristiano De Lorenzo, Direttore Generale di Christie’s Italia, a presentarci il quadro in cui questo nuovo format si inserisce e vive. L’emergenza sanitaria ha costretto tutti i player del mercato a reinventarsi, a studiare nuove strategie, e tutti, nell’ultimo anno, abbiamo assistito ad aste ibride, a staffette da una parte all’altra del globo, alle ultra note online sales che tanto piacciono ai Millennials – «più accessibili, più facili, immediate e anche trasparenti».
Insomma, a partire da ONE, passando per un tirannosauro contemporaneo e arrivando fino al trionfo di Basquiat sul mercato asiatico, la maison di Pinault sembra non perdere una manche di questa partita senza schemi. E adesso punta tutto sul rinnovamento, su una rinascita che fa a meno di etichette e di rigide definizioni.
«Abbiamo dato una continuità all’iniziativa di gennaio», spiega Giulia Centonze, Head of Sale, in riferimento a Mapping Modern and Contemporary Art, l’asta online che ha totalizzato 1.322.375 euro, il 100% del venduto per valore e più di 300 iscritti da oltre 20 Paesi (trovate qui tutti i dettagli). «In questa occasione», prosegue, «abbiamo pensato a un viaggio di tipo temporale, attraverso il XX e il XXI secolo».
Proprio come a gennaio, i lotti di Reborn saranno disponibili su christie’s.com, per bidding rapidi e a portata di click. Un’asta figlia del suo tempo, dicevamo, di un 2020 che ha registrato vendite online di arte e antiquariato fino a $12,4 miliardi, con una percentuale sulle vendite globali che è passata dal 9% del totale, nel 2019, al 25% nell’anno passato (dati The Art Market 2021). «I clienti hanno più tempo da dedicare», commenta Elena Zaccarelli, Specialist di Christie’s Italia, anticipando che l’asta tradizionale, in presenza, è stata posticipata a novembre.
Ed eccoli allora i protagonisti di questo nuovo percorso cross-category, che si articola, libero, tra dipinti, fotografie, sculture, stampe, multipli e ceramiche. Ci sono Mark Tobey (Senza titolo del 1937, stima: €6.000 – 8.000) e Mario Mafai (Paesaggio Romano del 1948, stima €10.000 – 15.000) tra i rappresentanti degli anni ’30 e ’40, seguiti subito da una terracotta di Lucio Fontana (Concetto Spaziale del 1957, stima: €25.000 – 35.000) e da Antonio Sanfilippo (Senza titolo del 1955, stima: €40.000 – 60.000), voci inconfondibili degli anni ’50.
Giuseppe Capogrossi (Superficie 541 del 1965, stima: €30.000 – 50.000), Arnaldo Pomodoro (Mappamondo del 1966, stima: €40.000 – 60.000) e un’acquaforte di Alberto Burri (Combustione 1 del 1965, stima: €4.000 – 6.000), dal canto loro, riflettono le tendenze degli anni ’60, mentre Cindy Sherman (Untitled #120 del 1983, stima: €20.000 – 30.000), Alighiero Boetti (Mettere i verbi all’infinito del 1988, stima: €20.000 – 30.000) e Jason Martin (Kilo del 1996, stima: €4.500 – 5.500) ci conducono uno dopo l’altro fino agli ultimi decenni.
Arriviamo così ai frenetici anni Duemila, con proposte come Senza titolo (Struzzi) di Paola Pivi, del 2003 (stima: €9.000 – 13.000), e Chorale di Mimmo Paladino, datata 2002 (stima: €18.000 – 24.000). La punta di diamante dell’asta? Un rarissimo Tavolo anni ’50 di Fausto Melotti in ceramica, ottone e cristallo, un dono dell’artista agli attuali proprietari che sarà offerto con una stima di €50.000 – 80.000.
Appuntamento il 22 e il 23 aprile a Palazzo Clerici, Milano, per una visita su appuntamento all’esposizione; e poi online dal 22 aprile al 6 maggio, per scoprire i numeri finali di Reborn.
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