È in arrivo la 14esima edizione dell’Art Dubai Fair, la principale fiera del Medio Oriente che dal 29 marzo al 3 aprile punterà i riflettori sull’arte locale, regionale e internazionale. Non solo gallerie provenienti dai grandi centri come Londra, Parigi e New York, ma soprattutto booth dal MENASA (Medio Oriente, Nord Africa e Sud Asia) e dal cosiddetto Global South, in una sfilata di opere che celebrano il profilo multiculturale di Dubai.
Saranno 31, in tutto, i Paesi rappresentati dalle gallerie in elenco, con nomi che spaziano da Galleria Continua (San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Havana, Rome, São Paulo, Paris) ad Ayyam Gallery (Dubai), da Perrotin (Hong Kong, Seoul, Tokyo, Shanghai, Paris, New York) a Gallery 1957 (Accra), e ancora Dastan’s Basement, (Tehran), Gallery Misr (Cairo), Vermelho (São Paulo) – qui la lista completa. Proprio come Art Basel Hong Kong, che ha annunciato l’opzione ghost booth, anche Art Dubai si munisce di un piano B e comunica un Remote Partecipation Programme per gli espositori che non potranno raggiungere la fiera. Un’altra novità: i costi di partecipazione delle gallerie saranno in parte basati sulle vendite.
E così, mentre fiere come miart e TEFAF Maastricht posticipano i propri appuntamenti nella seconda metà dell’anno, Art Dubai 2021 conferma l’apertura imminente. Ma come farà a inaugurare in piena pandemia? Con una struttura creata ad hoc, nel cuore del Dubai International Financial Centre (DIFC), per garantire un ambiente sicuro a partecipanti e visitatori. E dire che, fino a un mese fa, i piani erano molto diversi: l’evento doveva svolgersi all’Hotel Madinat Jumeirah dal 17 al 20 marzo e dovevano essere 85 gli espositori nelle sale, quasi il doppio di quelli presentati oggi. Ma ai tempi del COVID-19 – lo abbiamo imparato – non c’è calendario che tenga, e la programmazione è stata modificata in nome del rispetto dei protocolli. E della voglia di tornare al più presto dal vivo, senza dubbio.
«Gli eventi in persona», ha commentato Pablo del Val, direttore artistico di Art Dubai, «sono il cuore e l’anima del mondo dell’arte e il nostro è un settore che, come molti altri, è stato significativamente colpito dagli eventi degli ultimi 12 mesi. Mentre cominciamo a navigare la nostra via d’uscita dalla pandemia, sentiamo la forte responsabilità di fare tutto il possibile per sostenere gli artisti, le gallerie e molti fornitori di servizi che dipendono da un settore artistico commerciale globale vibrante e dinamico». La fiera è pronta a riaccogliere il suo pubblico, in presenza, a partire da lunedì 29 marzo.
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