Categorie: Mostre

Quarant’anni di sperimentazione di Michele De Lucchi in mostra a Piacenza

di - 7 Aprile 2024

«Quando con Enrica abbiamo iniziato a pensare all’allestimento, ci siamo detti che avrebbe dovuto funzionare come un flipper»: inizia così Michele De Lucchi il racconto della sua mostra personale Con le mani e con la mente | Quarant’anni di sperimentazione tra arte, design e architettura, ora in corso nel cuore di Piacenza, nell’ex-chiesa di Sant’Agostino che è sede di Volumnia. Il termine flipper, per chi non lo sapesse, deriva dalle piccole pinne – flippers, appunto – anche note come alette, comandate da pulsanti esterni, con le quali il giocatore può colpire una biglia mirando a bersagli posti su un piano inclinato. Ci tiene a precisare, De Lucchi, che «noi non siamo palline, anche se potrebbe sembrarlo», e una simile disposizione è mirata alla salvaguardia della navata centrale dell’ex chiesa che, così, appare in tutta la sua interezza.

Michele De Lucchi. Con le mani e con la mente. Quarant’anni di sperimentazione tra arte, design e architettura. Installation view at Volumnia, Piacenza. Ph. Fausto Mazza Studio

La prima parte della mostra presenta una selezione di prototipi e pezzi storici – mobili, arredi e lampade realizzati da artigiani, risultato di un lavoro al crocevia tra arte e design – racconta l’identità di Produzione Privata, il laboratorio di design fondato nel 1990 da Michele De Lucchi e Sibylle Kicherer, per dare continuità all’esperienza Memphis e ideare oggetti sperimentali, indipendenti dalle logiche del mercato. Nella seconda parte invece ci si può immergere, e perdere, per lasciarsi stupire, attraverso le creazioni a cui De Lucchi ha dato forma e vita in prima persona. Si tratta di oggetti e Artworks, ricerca avviata da De Lucchi nel 2003 e che oggi conta oltre cinquecento sculture, la maggior parte in legno, il materiale d’elezione dell’autore. Queste opere uniche sono la testimonianza tangibile di quel processo che lega indissolubilmente la ricerca di forme inedite e di concetti architettonici ai progetti professionali. A unire le due parti è l’ultimo lavoro di De Lucchi, che realizzato appositamente per lo spazio ispirandosi all’architettura dell’ex Chiesa e scegliendo, per la sua creazione, il colore.

Michele De Lucchi. Con le mani e con la mente. Quarant’anni di sperimentazione tra arte, design e architettura. Installation view at Volumnia, Piacenza. Ph. Fausto Mazza Studio

C’è una grande differenza tra il lavorare con le proprie mani e lavorare con l’intermediazione di un artigiano. Premettendo la grande fortuna italiana di poter, ancora oggi, contare sulla presenza e sull’attività degli artigiani, che sempre si rinnovano, si diversificano e si migliorano tanto da aver contribuito in maniera decisiva a far conoscere e riconoscere nel mondo il design italiano, De Lucchi prova a restituirci su un piano esperienziale questa differenza. «Quando si lavora con un artigiano si costruisce il progetto immaginandolo, comprendendone i temi, le parole e i concetti epicentrici. Quando invece si lavora da soli, con le mani e con la mente, si ha un vantaggio diverso: si può sbagliare, e sbagliare è fondamentale, perché ogni sbaglio è una competenza in più che viene acquisita e rende audaci e coraggiosi». Assumono, in tal senso, ancora più valore gli schizzi a matita, i disegni a tempera e le incisioni che completano l’esposizione offrendo una panoramica sulla varietà di tecniche utilizzate da De Lucchi per esprimere concetti in nuce, formulare ipotesi e scoprire soluzioni.

Michele De Lucchi. Con le mani e con la mente. Quarant’anni di sperimentazione tra arte, design e architettura. Installation view at Volumnia, Piacenza. Ph. Fausto Mazza Studio

Chiamando le sue creazioni «esperimenti di architettura, di design, di arte», Michele De Lucchi spiega di non aver mai rinunciato a spaziare tra questi tre ambiti perché «la vera conoscenza non è soltanto quella specialistica o che si spinge in profondità – spiega citando il filosofo francese Edgar Morin – ma è mettere insieme tutte le conoscenze acquisite per poterle realmente applicare». Generosamente De Lucchi, che è stato anche Professore e non può fare a meno di riconoscere come e quanto l’ansia abbia preso il sopravvento, si rivolge per mezzo delle sue opere e della sua ricerca anche ai giovani con un messaggio positivo e propositivo: «ciò che abbiamo davanti è solo in apparenza senza soluzione. È tempo di riguadagnare ottimismo e possiamo farlo acquisendo qualcosa in più, qualcosa che dobbiamo scavare dentro di noi. Ciò che di bello hanno il design, l’architettura e l’arte in generale è che non solo consentono la creazione di oggetti, di ambienti e di opere ma ispirano nuovi comportamenti attraverso i quali si possono scoprire nuovi modi di vivere e nuovi modi di essere felici, con la mano e con la mente».

Michele De Lucchi. Con le mani e con la mente. Quarant’anni di sperimentazione tra arte, design e architettura. Installation view at Volumnia, Piacenza. Ph. Fausto Mazza Studio

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