Categorie: Musei

Il nuovo X Museum di Pechino diventa un videogioco interattivo

di - 16 Marzo 2020

How do we begin? È l’interrogativo proposto come titolo della prima edizione della triennale d’arte contemporanea cinese che avrebbe dovuto lanciare il nuovo X Museum a Pechino, nel mese di marzo. Come rispondere alla domanda? Purtroppo, le misure cautelative contro il coronavirus hanno impedito di ricevere una risposta concreta, dato che i musei e le gallerie d’arte cinesi sono rimasti chiusi per tutto questo periodo e solo ora, lentamente, alcuni stanno riaprendo.

Ma il ventiseienne Michael Xufu Huang, giovanissimo fondatore del museo e collezionista, ha deciso di anticipare l’evento proponendo un sito internet che offra la possibilità di visitare uno spazio fruibile virtualmente. La pagina web, creata dall’artista Pete Jiadong Qiang, è una piattaforma interattiva piena di informazioni sugli eventi e sul luogo. L’interfaccia, come una sorta di videogioco, permette ai giocatori di trovare nuovi percorsi, superando le leggi della fisica e dell’architettura. L’utente, infatti, con un semplice click può accedere a portali diversi e cambiare continuamente prospettiva, proiettandosi in spazi grafici che rievocano vagamente la forma fisica del museo.

Xufu Huang, la cui collezione comprende opere di artisti come Lawrence Abu Hamdan, Jesse Darling e Amalia Ulman, su Artnet ci tiene infatti a sottolineare: «Non è una riproduzione virtuale della nostra architettura fisica, ma piuttosto un’estensione del nostro programma in una dimensione digitale». Un lavoro notevole, che si pone non solo come soluzione a una situazione difficile, ma come una progettazione in grado di espandere le possibilità del museo attraverso la gamification, ovvero utilizzando elementi mutuati dai videogiochi e tecniche di game design in contesti solitamente non ludici. L’idea è in lavorazione già dall’anno scorso e segue la filosofia dell’X museum, interessato a seguire progetti innovativi che includano il web. Il sito ospiterà anche delle mostre, sostenendo progetti curatoriali realizzati esclusivamente online da artisti in collaborazione con altre istituzioni.

Cui Jie, Mother’s tankstation limited, 2017

L’ambiziosa triennale prende come tema lo “zeitgeist of the millennial”. La curatrice Poppy Dongxue Wu ha sottolineato come l’argomento della mostra esamini lo sviluppo delle tecnologie e il modo in cui queste incidono sui mezzi di produzione. Per l’evento, saranno presentati 33 giovani artisti cinesi emergenti, da Cui Jie, nota per i suoi paesaggi futuristici, a Guan Xiao, che realizza installazioni ironiche abitate da stravaganti sculture in bronzo, che verranno premiati da una giuria composta da Diana Campbell Betancourt, direttore artistico della Samdani Art Foundation, Kate Fowle, direttrice del MoMA PS1, Zhang Zikang, direttore dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, Hans Ulrich Obrist, direttore delle Serpentine Galleries di Londra.

Perciò, se la domanda “How do we begin?” è in attesa di concretizzare la sua risposta in data da definire – e in questo momento è decisamente significativa –, l’X Museum gioca d’anticipo grazie al web, svelando in anteprima un nuovo “spazio” artistico in grado di avvicinare il pubblico di Pechino e molto oltre, sfruttando un approccio innovativo.

Laureata in storia dell’arte con specializzazione in ambito contemporaneo all’Università La Sapienza di Roma. Durante la sua formazione ha studiato presso l’Universidad de Sevilla e Université Paris Sorbonne IV. I suoi studi si sono concentrati sull’arte andalusa contemporanea, sull’arte contemporanea femminile e gender studies. Ha svolto ricerche nell’archivio parigino AWARE, Archives of Women Artists, Research and Exhibitions, un'associazione co-fondata nel 2014 e diretta dalla celebre curatrice Camille Morineau. Tra il 2014 e il 2016 ha scritto per The Walkman Magazine e dal 2019 collabora con Exibart. In questi anni si è occupata di progetti di curatela come assistente di galleria e ha partecipato al Workshop Narrare per immagini al MAXXI e al progetto I had a dream, organizzato nel 2018 dalla Moleskine Foundation, insieme al curatore Simon Njami presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

Condividi
Tag: Amalia Ulman Cui Jie Diana Campbell Betancourt hans ulrich obrist Jesse Darling Kate Fowle Lawrence Abu Hamdan Michael Xufu Huang Pete Jiadong Qiang Poppy Dongxue Wu Zhang Zikang

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

A Venezia, l’ex Chiesa della Misericordia riapre come spazio d’arte: nasce Etnia House of Arts

Nel sestiere di Cannaregio, il brand Etnia Eyewear Culture riattiva l’ex Chiesa della Misericordia dopo un meticoloso restauro firmato Studio…

20 Maggio 2026 11:30
  • Bandi e concorsi

Arte, ecologia e rigenerazione urbana: la call delle Bolzano Art Weeks 2026

Regard(en)! Regreen! Regrow! Ancora pochi giorni per partecipare alla open call di BAW Bolzano Art Weeks 2026: i cinque progetti…

20 Maggio 2026 10:05
  • AttualitĂ 

La crisi dell’arte contemporanea italiana nasce dalla scomparsa delle ipotesi forti?

Dall'assenza alla Biennale di Venezia alla ricerca del posto fisso: pensiero debole e sopravvivenza economica sono i nodi della crisi…

20 Maggio 2026 8:10
  • Arte contemporanea

È morto Remo Salvadori, artista della contemplazione e della materia

Scultore della percezione e dello spazio, Remo Salvadori è morto a 79 anni: una carriera internazionale, tra la Biennale e…

19 Maggio 2026 19:32
  • Arte contemporanea

Roma Gallery Weekend 2026: un viaggio tra le gallerie della capitale

Contemporanea 2026 ha coinvolto 32 gallerie romane con mostre, aperture speciali e itinerari tra centro storico, Ostiense, San Lorenzo ed…

19 Maggio 2026 17:22
  • Mostre

Nel Padiglione della Repubblica di San Marino, la pittura di Mark Francis diventa un “mare di suono”

Per la 61. Biennale d’Arte, l’artista nordirlandese Mark Francis trasforma il Tana Art Space di Venezia in un dispositivo sinestetico…

19 Maggio 2026 16:45