Categorie: Musei

La tormentata storia dell’Humboldt Forum di Berlino: l’apertura slitta ancora

di - 20 Maggio 2020

Dopo varie controversie, l’inaugurazione dell’Humboldt Forum a Berlino, prevista per settembre, è stata posticipata. Nonostante il Coronavirus sembri essere il responsabile di questo ritardo, in realtà la pandemia è solo l’ultima – in ordine cronologico – delle cause. Il museo, già dall’avvio del progetto, è stato perseguitato da polemiche riguardo alla restituzione di beni acquisiti durante l’era coloniale tedesca. A complicare tutto un recente incendio, che ha rallentato la costruzione dell’edificio. Infine, la pandemia globale ha aggravato la situazione, riducendo le attività lavorative.

Avevamo già visto come il Covid-19 avesse rallentato i lavori di importanti progetti museali, come la sede della Pinault Collection alla Bourse de Commerce di Parigi e così anche l’apertura di questo nuovo spazio museale di Berlino resta in sospeso, rinviata a data da destinarsi.

La storia dell’edificio

Il progetto dell’Humboldt Forum è nelle mani di un nostro connazionale: l’architetto Franco Stella. L’edificio è situato sulla Schlossplatz di Berlino-Mitte e rievoca l’antico castello voluto dai regnanti prussiani nel 1400, gli Hoenzollern. Nel settembre del 1950, lo Stato abbatté il palazzo, simbolo del militarismo prussiano, mantenendo intatto solo il portale. Al suo posto sorse il Palazzo della Repubblica, a sua volta demolito nel 2008 poiché contaminato da amianto.

Nel 2002, il Bundestag tedesco decise di ricostruire l’edificio rievocando il castello degli Hohenzollern con le tre facciate storiche e il cortile. Nel 2013 venne quindi posata la prima pietra, per far spazio all’Humboldt Forum. Il luogo prende il nome dal ricercatore Alexander von Humboldt (1769-1859) e da suo fratello, lo studioso Wilhelm von Humboldt (1767-1835).

Il museo tedesco, dedicato all’arte extraeuropea, includerà una collezione proveniente da due musei statali di Berlino: il Museo d’Arte Asiatica e il Museo Etnologico. Saranno quindi esposti oggetti provenienti da Asia, Africa, America, Oceania e beni artistici che raccontano la storia collezionistica della capitale tedesca.

La questione Humboldt Forum

In questo spazio di 40mila metri quadrati, avrebbe dovuto debuttare quest’anno la mostra “Terrible Beauty”, con varie opere in avorio provenienti dal Museo Nazionale del Kenya, rinviata però a tempo indeterminato.

L’interesse della Fondazione del patrimonio culturale prussiano è quello di riuscire a inaugurare l’edificio, visti i costi delle spese di produzione che ammontano a 644 milioni di euro. Il problema sta nell’approvazione delle autorità edilizie, prerequisito fondamentale per l’apertura, che però non è ancora arrivata.

Ciò che ha rallentato l’esecuzione non è stato comunque l’incidente dell’incendio ma le misure precauzionali della pandemia. Stando a quanto ha ammesso un portavoce ad Artnet, con il coronavirus solo il 70-75% della forza lavoro è stata disponibile.

Mentre l’inaugurazione del museo salterà per questo autunno, altre aree dell’Humboldt Forum, come il ristorante, lo shop e una galleria dedicata alla storia del sito, potrebbero aprire entro la fine dell’anno.

Laureata in storia dell’arte con specializzazione in ambito contemporaneo all’Università La Sapienza di Roma. Durante la sua formazione ha studiato presso l’Universidad de Sevilla e Université Paris Sorbonne IV. I suoi studi si sono concentrati sull’arte andalusa contemporanea, sull’arte contemporanea femminile e gender studies. Ha svolto ricerche nell’archivio parigino AWARE, Archives of Women Artists, Research and Exhibitions, un'associazione co-fondata nel 2014 e diretta dalla celebre curatrice Camille Morineau. Tra il 2014 e il 2016 ha scritto per The Walkman Magazine e dal 2019 collabora con Exibart. In questi anni si è occupata di progetti di curatela come assistente di galleria e ha partecipato al Workshop Narrare per immagini al MAXXI e al progetto I had a dream, organizzato nel 2018 dalla Moleskine Foundation, insieme al curatore Simon Njami presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

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