La devozione alla Santa Morte ha già raggiunto gli Stati Uniti e l’Argentina partendo dall’enorme quartiere-mercato di Tepito, 30 mila bancarelle, due milioni e mezzo di persone, frastuono senza pausa. È a partire da tutto questo che Opificio Ciclope costruisce, con Egle Sommacal, una performance di live cinema commissionata da Netmage. Abbiamo rivolto alcune domande a Lucio Apolito di Opificio Ciclope.
Che rapporto c’è tra documentario e fiction nel vostro lavoro e come avete concepito il montaggio di Rapsodia della Santa Muerte?
La fiction è assente da questo lavoro. Si tratta di un documentario di ricerca che indaga l’attuale leadership religiosa della devozione alla Santa Muerte a Città del Messsico. Per Netmage abbiamo ovviamente evitato tutto il girato relativo alle interviste (che è in realtà la maggior parte del girato) utilizzando solo il materiale di natura più fotografica. Ne esce un ritratto della città attraverso il mercato delle immagini della Santa Muerte, i suoi altari sparsi per le strade, i rosari, le preghiere e i momenti di devozione collettiva. Si calcolano tre milioni di fedeli solo a
Città del Messico.
Il suono è prodotto dal vivo con la chitarra. Com’è stata pensata la track audio?
Avevamo già lavorato con Egle e Netmage è un’occasione per immaginare quella colonna sonora originale che è un prezioso elemento di un documentario di creazione. Abbiamo selezionato alcuni audio d’ambiente come se fossero campioni e abbiamo chiesto ad Egle Sommacal di immaginare dei temi che lavorassero anche sulla natura concreta dei suoni selezionati. Successivamente abbiamo raffinato il lavoro con una serie di prove determinando insieme la durata dei paragrafi.
Rapsodia della Santa Muerte è anche un’anteprima di un più ampio lavoro rivolto alla televisione satellitare. Ci puoi anticipare qualcosa?
È quello che merceologicamente si definisce documentario di creazione, anche se lo sguardo di reportage antropologico credo gli permetta di essere collocato su altri scaffali. Nelle intenzioni vuole essere il primo episodio di una serie di documentari che raccontano la contiguità tra il mondo del crimine e la preghiera.
bio: Opificio Ciclope è una casa di produzione nata nel 1995. Produce principalmente contenuti e impaginazioni per canali satellitari (Sky). Tecno-artigiani che perseguono la qualità come percorso, rappresentano uno dei rari marchi italiani nati negli anni ’90 sopravissuti alla cattiva temperie dell’inizio millennio. Si sono rafforzati sul piano autoriale, giocando sapientemente sui terreni della docu-fiction e della manipolazione del verosimile, con esiti visivi e mixed-mediali, difficilmente omologabili. Per questo progetto speciale, sollecitato da Netmage come forzatura pre-produttiva in vista dell’uscita prossima di un montato rivolto al mercato satellitare europeo, la track audio è composta ed eseguita dal vivo da Egle Sommacal, chitarrista a suo tempo di Massimo Volume e Ulan Bator. Sommacal sta pubblicando per la Unhip records il suo primo disco solista, Legno.
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