Categorie: Personaggi

Morto Park Seo-Bo, si spegne il maestro della pittura minimalista contemporanea

di - 17 Ottobre 2023

Figura seminale dell’arte contemporanea della Corea del Sud, tra gli esponenti più conosciuti del movimento monocromatico e minimalista Dansaekhwa, considerato tra i protagonisti assoluti nel movimento di aggiornamento dei linguaggi della pittura in «Assenza di immagine» nella seconda metà del Novecento, Park Seo-Bo è morto il 14 ottobre 2023, a causa di un cancro ai polmoni. Autore di opere raffinatissime, come quelle della notissima serie delle Ecriture, tele ricoperte di gesso e linee disegnate dall’angolo in alto a sinistra all’angolo in basso a destra, Park Seo-Bo aveva 91 anni, ad annunciare la sua morte, un’agenzia di stampa sudcoreana. A curare la sua eredità, una fondazione istituita dallo stesso artista nel 2019, con sede a Seoul.

Park Seo-bo al suo ultimo anno all’Università di Hongik nel 1953

Gli studi e la giovinezza

Park nacque il 15 novembre 1931, nella contea di Yecheon, in una Corea del Sud all’epoca occupata dai giapponesi. Originariamente il suo nome era Park Jae-hong, era il terzo di otto figli e fin da bambino amava disegnare. Trascorreva gran parte del tempo copiando dipinti di artisti coreani e, sebbene il padre avvocato avesse voluto farlo studiare legge, Park insistette per continuare a dedicarsi all’arte. Durante la Guerra di Corea, nei primi anni ’50, per sopravvivere Park vendeva ritratti ai soldati americani per strada e nei ristoranti ma era senza fissa dimora e dormiva spesso in aule vuote. All’Università di Hongik studiò pittura occidentale e si diplomò nel 1955, tuttavia Park non partecipò mai alla cerimonia di laurea: per evitare la leva militare cambiò il suo nome in Park Seo-Bo.

Park Seo-bo con i suoi colleghi alla terza Mostra dell’Associazione degli Artisti Contemporanei a Seul, nel 1958

Una delle sue prime pere esposte, risalente al 1957 e presentata pubblicamente nel 1958, è ora considerata il primo pezzo di arte informale coreana. Nello stesso periodo contribuì a fondare l’Associazione degli artisti Hyun-Dae, riunita intorno ai principi dell’Arte Informale, le cui tecniche gestuali e astratte, come quelle dell’Action painting e del Color-field che si stavano diffondendo negli Stati Uniti, avrebbero consentito ai giovani artisti coreani di esprimere la loro angoscia, nel periodo immediatamente successivo alla Guerra di Corea.

Nel 1961 Park Seo-Bo ottenne una borsa di studio dall’UNESCO e trascorse un anno a Parigi, dove ebbe modo di approfondire la sua conoscenza dell’arte informale, la cui influenza si riscontra nei suoi lavori di quegli anni, come nella serie Primordialis, caratterizzata da pennellate aggressive, tonalità scure e forme amorfe. Tuttavia, già dalla metà degli anni ’60, l’artista aveva iniziato a respingere l’approccio occidentale, per dedicarsi allo studio della filosofia orientale.

Park Seo-bo mentre lavora a un pezzo di Écriture nel suo studio di Hapjeong-dong, 1977

Dansaekhwa e il successo

Negli anni ’70 emerse il movimento Dansaekhwa, che operava una sintesi tra lo spirito tradizionale coreano e la nuova figurazione occidentale. Sebbene il Dansaekhwa non abbia mai avuto un vero e proprio manifesto, gli artisti che vi si avvicinarono, tra cui Chung Chang-Sup e Lee Ufan, oltre allo stesso Park Seo-Bo, sono assimilabili per l’uso di una tavolozza neutra, composta da bianco, beige e nero, per l’enfasi accordata ai materiali e per una particolare processualità da un lato gestuale dall’altra sistematica. Uno dei momenti fondativi di questo movimento fu la mostra in cui Park Seo-Bo espose le sue Ecriture, nel 1973, alla Galleria Muramatus di Tokyo e alla Galleria Myeongdong di Seoul.

Dopo il successo, Park ha continuato a promuovere e sostenere gli artisti coreani contemporanei. Ebbe l’incarico di commissario per l’11ma Biennale di Parigi nel 1980, collaborò con il critico Lee Kyungsung per curare una mostra intitolata The Art of Contemporary Paper: Korea and Japan, nel 1983, e sollecitò la Biennale di Venezia a costruire un Padiglione coreano, nel 1988, quando fu invitato a partecipare a una mostra speciale per la 43ma edizione.

Le critiche e le accuse

Sebbene la sua influenza nell’arte e nella cultura sudcoreana siano innegabili, non è stato esente da critiche. Accusato di essere rimasto in silenzio durante il regime antidemocratico degli anni ’60 e ’70, la Biennale di Gwangju, la più importante manifestazione biennale dell’Asia, ha deciso di chiudere un premio finanziato da Park Seo-bo a soli due anni dalla sua fondazione. I detrattori hanno affermato che il lavoro di Park, privo di contenuto politico, non era adatto alla Biennale di Gwanju, che era stata fondata nel 1995 in memoria della rivolta civile del 1980, guidata al Movimento di democratizzazione di Gwangju.

Exhibition view: Park Seo-Bo, Kukje Gallery K1, Seoul (15 September–31 October 2021). Courtesy Kukje Gallery
Exhibition view: Park Seo-Bo, Park Seo-Bo, Kukje Gallery K1, Seoul (15 September–31 October 2021). Courtesy Kukje Gallery
Exhibition view: Park Seo-Bo, Park Seo-Bo, Kukje Gallery K1, Seoul (15 September–31 October 2021). Courtesy Kukje Gallery
Exhibition view: Park Seo-Bo, Park Seo-Bo, Kukje Gallery K1, Seoul (15 September–31 October 2021). Courtesy Kukje Gallery
Exhibition view: Park Seo-Bo, Park Seo-Bo, Kukje Gallery K1, Seoul (15 September–31 October 2021). Courtesy Kukje Gallery

Le mostre internazionali

Tante le mostre, in tutto il mondo, tra manifestazioni internazionali e istituzioni, come Château La Coste, in Francia, Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea e Museo d’Arte Samsung a Seoul, Museo delle Belle Arti di Boston, Tate Liverpool, Brooklyn Museum a New York e la Biennale di Venezia. Le sue opere si trovano in diverse importanti collezioni, tra cui la DIA Art Foundation negli Stati Uniti, i Musei Guggenheim di New York e Abu Dhabi, il MoMA di New York, l’Art Institute di Chicago, l’M+ di Hong Kong, l’Hirshhorn Museum di Washington.

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