Categorie: Personaggi

Addio a Richard Pettibone: morto l’artista che trasformò la copia in arte

di - 14 Settembre 2024

Tra le figure di spicco della Pop Art statunitense e della pittura concettuale, maestro della copia d’autore e dell’arte dell’appropriazione, Richard Pettibone è morto a 86 anni, a seguito di una caduta. A riportare la notizia, la Castelli Gallery di New York, che rappresenta l’artista fin dal 1969. Attraverso il suo lavoro, Pettibone ha portato avanti una critica creativa e spesso umoristica all’arte del XX secolo. Nella sua lunga carriera, ha realizzato centinaia di repliche in miniatura di opere di artisti come Andy Warhol, Ed Ruscha e Roy Lichtenstein, scegliendo appositamente quegli autori la cui ricerca si concentrava sulla replica e sulla serialità, aggiungendo un ulteriore livello di ironia alla riproduzione della riproduzione.

Richard Pettibone nacque a Los Angeles nel 1938 e i suoi primi lavori usò la tecnica dell’assemblaggio, dimostrando il suo interesse per l’artigianato e la miniatura. La sua prima grande mostra fu allestita nel 1964 alla Ferus Gallery, dove, due anni prima, Warhol aveva esposto i suoi dipinti di lattine di zuppa Campbell. E infatti, in quella occasione presentò le sue prime “riproduzioni in scala”, due minuscole ma fedelissime repliche dipinte delle iconiche lattine di zuppa. Negli anni successivi continuò a creare repliche di dipinti di artisti americani, in particolare di alcuni dei più grandi nomi della Pop Art.

Iniziò quindi a ricreare sculture a grandezza naturale, come una copia esatta della ruota di bicicletta di Marcel Duchamp e, negli anni ’80, un’intera serie di sculture di varie dimensioni che replicavano le opere più famose di Constantin Brancusi. Negli anni più recenti, Pettibone ha creato dipinti basati sulle copertine di libri di poesie di Ezra Pound, nonché sculture tratte dalle composizioni a griglia di Piet Mondrian.

«Frank Stella pensa che lo stia prendendo in giro, e ha ragione, lo sto prendendo in giro», così Pettibone dichiarava in una intervista. «Ma lo ammiro anche molto. E devo chiedermi: se pensa davvero che un’opera d’arte non abbia alcun significato, che sia solo pittura su una tela, allora come mai la sua è molto più preziosa della mia?».

Muovendosi sul confine tra appropriazione e autorialità, la sua ricerca ha sollevato importanti questioni sul significato e sul valore dell’originalità e dell’identità nell’arte. Le sue opere sono state esposto all’Institute for Contemporary Art di Philadelphia, al MoMA – Museum of Modern Art e al Whitney Museum di New York, al Museum of Contemporary Art di Miami. Tra le mostre più significative, un’ampia retrospettiva con oltre 200 opere, realizzate in un arco di 40 anni, esposta al Laguna Art Museum in California, tra il 2005 e il 2006.

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