Continua a rinnovarsi il board del MAXXI – Museo delle Arti del XXI Secolo: dopo la nomina, lo scorso anno, di Alessandro Giuli a Presidente della omonima Fondazione e di Lorenza Baroncelli alla direzione del Dipartimento Architettura, arriva anche Francesco Stocchi, per la posizione di Direttore Artistico. L’incarico attualmente è ricoperto da Hou Hanru.
Stocchi può contare su un curriculum nutrito di progetti curatoriali di rilievo, dal respiro internazionale ed eterogenei, dai Maestri dei movimenti artistici del Novecento agli autori delle generazioni più recenti. Nato a Roma, nel 1975, Francesco Stocchi è stato già curatore di arte moderna e contemporanea al Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, dal 2012. Prima dell’Olanda ha vissuto per molti anni anche a Vienna, collabora con quotidiani e riviste di settore, come Artforum e Il Foglio, per il quale cura l’inserto d’arte, ed è autore di monografie e saggi dedicati ad artisti quali Francesca Woodman, il collettivo Gelitin, Cindy Sherman, Arcangelo Sassolino e Dan Colen. È curatore del programma espositivo della Fondazione Carriero di Milano e della Fondazione Memmo di Roma. Ha curato il Padiglione Svizzero di Latifa Echakhch e del compositore Alexandre Babel, in occasione della 59ma Biennale d’Arte di Venezia. Ha fatto parte del Comitato Curatoriale di Volta Basel ed è stato fondatore della rivista AGMA. Recentemente ha curato l’ampia monografica dedicata a Leandro Erlich, visitabile fino a 4 ottobre 2023 a Palazzo Reale di Milano. Sempre a Roma, alla Galleria Borghese, sarà visitabile fino ai primi giorni di luglio 2023 la mostra su Giuseppe Penone, maestro dell’Arte Povera.
«I musei stanno già dando il loro contributo. In modo un po’ deterministico e meno lineare rispetto alla loro identità, quindi rispetto al loro passato, ma stanno proponendo una riscrittura della storia», così Stocchi, in una nostra intervista, parlava del ruolo del museo alle prese con le questioni dell’attualità, con un affondo nella situazione del nostro Paese: «Il problema è e rimane sempre la commistione con la politica. I recenti eventi continuano a ricordarci che siamo sempre nella logica da Prima Repubblica».
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