Rigenerazione culturale e ambientale, integrando arte e partecipazione comunitaria, attraverso la messa in campo di pratiche sostenibili che superano l’effimero dell’evento per radicarsi nel territorio, attraverso nuove narrazioni e gesti condivisi. Questo il modello proposto da Ri_Genera Pietraroja, la rassegna che, per tutto il mese di giugno, ha trasformato il borgo sannita in un laboratorio diffuso di creatività. Promosso dall’Associazione Ru.De.Ri., in dialogo con il New European Bauhaus, il programma si è articolato in quattro macro aree tematiche e di intervento – Osservatorio del Paesaggio del Matese, Coworking & FabLab, Laboratori Creativi per l’Economia Circolare e Accoglienza di Comunità – che hanno raccolto laboratori, incontri, performance e installazioni, mettendo al centro il paesaggio come luogo di immaginazione collettiva.
Il progetto si concluderà il 29 giugno, con una giornata interamente dedicata all’Osservatorio del Paesaggio del Matese, con la restituzione pubblica delle residenze artistiche. Quattro gli interventi site specific che offriranno nuovi sguardi sul paesaggio e sulle relazioni che lo abitano.
Diego Gualandris presenterà Le sei bandiere, frutto di un laboratorio partecipativo con bambine, bambini e abitanti del borgo. Ogni bandiera, realizzata con colori naturali estratti da piante e fiori locali, diventa segno visivo e simbolico di una comunità in dialogo, componendo un paesaggio sociale fluido e plurale. Con Abitare. Voci nelle rovine, Domenico Mennillo propone un’installazione video che intreccia riprese live del paesaggio matesino con brevi filmati in pellicola, generando un montaggio stratificato tra osservazione e memoria, spazio reale e immaginazione. Un invito a percepire il territorio come archivio vivente, dove rovine simboliche e tracce presenti si incontrano.
Andrea d’Amore organizza un pranzo d’artista come gesto di cura e relazione, proseguendo la sua ricerca sulla convivialità come dispositivo artistico e politico. Durante la sua residenza ha esplorato la tradizione della cucina locale, trasformando ingredienti e gesti in momenti di riconnessione tra esseri umani e ambiente. Hardcore è il video di Benedetta Fioravanti, nato da dieci giorni di residenza nel Matese: un montaggio di immagini “povere”, archivi personali e materiali raccolti sul territorio, che restituisce un paesaggio vissuto come organismo simbiotico, lontano da estetiche cartolina, aperto a relazioni tra locale e globale. Chiuderà la giornata il talk Cinema, arte, ruralità con Pasquale Napolitano, film maker e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, per riflettere sul potenziale dell’audiovisivo come strumento di indagine critica e poetica dei territori rurali.
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