Cinque celebri designer fra cui Es Devlin, Superflux e Maya Lin hanno deciso di piantare foreste nel centro di alcune grandi città per aumentare la consapevolezza sui cambiamenti climatici e per promuovere obiettivi di sostenibilità. Fra le città che ospitano i progetti firmati dai designer c’è anche Venezia. In questo articolo vi raccontiamo queste cinque ambiziosi opere d’arte.
Il primo dei cinque progetti è quello del curatore d’arte svizzero Klaus Littmann, che abbiamo intervistato lo scorso aprile proprio a proposito del progetto, per l’articolo clicca qui. Littmann ha piantato 300 alberi all’interno di uno stadio di calcio in Austria replicando l’aspetto di una piccola foresta in scala ridotta. L’intento è quello di creare un memoriale all’ambiente nell’era dell’antropocene. A seguito dell’installazione nello stadio, gli alberi sono stati ripiantati vicino allo stadio come foresta urbana permanente.
L’artista e designer Maya Lin ha trasportato 49 alberi di cedro bianco dell’Atlantico ormai morti nel mezzo di un parco a Midtown Manhattan. Gli alberi arrivano dalla pineta del New Jersey, dove sono stati abbattuti a causa di eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico. L’installazione Ghost Forest rimarrà a Madison Square Park per sei mesi, con i cedri che diventeranno sempre più pallidi e spettrali mentre gli alberi vivi intorno a loro cambieranno colore con le stagioni. L’altezza di ogni albero, circa quaranta piedi, travolge la scala umana e si pone come metafora dell’impatto smisurato di una calamità ambientale incombente.
La celebre designer britannica Es Devlin ha installato ben 400 alberi nel cortile della storica Somerset House di Londra. I visitatori sono portati ad attraversare la foresta per raggiungere un prato con una serie di pilastri che mostrano i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Alla fine dell’installazione, gli alberi saranno donati a vari quartieri di Londra e piantati come parte del progetto Queen’s Green Canopy.
Oltre mille piantine di pino sono state interrate in una foresta in miniatura dallo studio danese EFFEKT come parte della sua mostra alla Biennale di Architettura di Venezia. La foresta di piccoli alberi circondano modelli in scala dei progetti dello studio ed un tavolo di coltivazione idroponica (una delle tecniche di coltivazione fuori suolo dove la terra è sostituita da un substrato inerte), controllato a distanza da Copenhagen, nutrirà le piante per tutta la durata della Biennale. Dopo la mostra, le 1.200 piantine saranno riportate in Danimarca e ripiantate come parte di un progetto di forestazione urbana.
Lo studio di design Superflux ha recuperato 415 pini danneggiati dagli incendi e li ha trasportati al Museo delle Arti Applicate di Vienna: i visitatori possono procedere attraverso la foresta di pini per raggiungere una piscina riflettente circondata da alberi vivi, muschi e licheni. Dopo l’esibizione, i pini vivi saranno donati alle scuole locali per essere piantati, mentre gli alberi che non sono sopravvissuti all’incendio saranno trasformati in compost.
Con Laura Gabrielaitytė-Kazulėnienė, Addetta Culturale della Lituania in Italia, parliamo di diplomazia culturale, nuove generazioni artistiche e del progetto che…
L’Archivio Storico Generali aderisce ad Archivissima 2026 con visite guidate agli edifici iconici di Trieste e l'apertura straordinaria di Palazzo…
Pace Gallery taglia un terzo del suo roster di artisti e licenzia 50 dipendenti: è questo il bilancio del piano…
L'ombra dell'albero: al museo Madre di Napoli torna la rassegna di video d'artista, questa volta con una selezione di opere…
Kader Attia è stato nominato curatore della Kochi-Muziris Biennale 2027: il profilo dell’artista franco-algerino e una breve storia della principale…
Dai limoni parigini di De Pisis alla Zattera della Medusa rivisitata da Guttuso: a Milano, Finarte porta sotto il martello…