LU.C.C.A. AT ME!

di - 7 Maggio 2009

Iniziamo col descrivere gli spazi…
Il museo, oltre che per l’esposizione di opere, è pensato per il benessere e per il piacere del fruitore. Dei circa 1200 mq di spazio sviluppato su cinque livelli, più di un terzo è stato dedicato ai servizi: al pianoterra, infatti, troviamo un bookshop e una caffetteria (con mostre fotografiche sui tavolini). Sempre allo stesso livello è possibile intrattenersi in tre aree lounge (una delle quali particolarmente indicata per piccole mostre fotografiche), dove consumare prodotti enogastronomici, sfogliare riviste, guardare video e ascoltare musica. Nel seminterrato è possibile fruire di piccole mostre di scultura, design e arti decorative e industriali. Una sala permanente per la videoarte si confronta con le colonne istoriate cinquecentesche. Il piano terra e il seminterrato sono accessibili gratuitamente. Al primo e al secondo piano si trovano le otto sale espositive. Al secondo piano è ubicata anche la sala per i progetti ludico-didattici per bambini. Nell’ultimo piano, oltre a una sala riunioni, uffici e alcuni spazi-magazzino. In tutto il museo sono disseminati ben otto Bi-Sogni d’artista: servizi igienici dedicati al pubblico griffati da altrettanti artisti.

L’allestimento dei locali espositivi è peculiare. Ce ne parli in breve?
Gli otto spazi principali sono stati pensati come contenitori neutrali, asettici, completamente bianchi, progettati con attenzioni climatiche, illuminotecniche, olfattive, sonore e di video-sicurezza di ultima generazione. In ogni piano una lounge area permetterà momenti di riflessione e di riposo anche ascoltando, in un piccolo video, i pensieri dell’artista esposto o del curatore della mostra. Se a pianterreno e nel seminterrato il Cinquecento dialoga con la contemporaneità, negli spazi espositivi la storia è completamente messa da parte a vantaggio di un’atmosfera elastica e ideale a qualsiasi tipo di mostra.

Non hai curatori fissi. Li scegli di volta in volta a seconda degli eventi?

Si parte con una chief curator di esperienza internazionale e col mio supporto. Gli eventi dei primi due anni, giocoforza, dovevano essere assegnati ai massimi esperti degli artisti che intendevamo portare a Lucca. Nel frattempo, però, abbiamo intenzione di creare un board di giovani curatori interni da far lavorare sia a Lucca che sulle mostre che potremmo produrre per altri spazi istituzionali.

Partite con un’ampia mostra che si focalizza sul gruppo Origine. È una dichiarazione d’intenti? Il vostro ambito sarà il Novecento?
La scelta è stata fatta partendo da diversi fattori: in primo luogo la volontà di creare una serie di eventi propedeutici per preparare un territorio non ancora abituato all’arte contemporanea. Nei primi tre anni ci saranno costanti richiami al Novecento alternati, però, da eventi collegati ad artisti della nostra contemporaneità. Già al terzo appuntamento proporremo la mostra di un artista italiano coprodotto con due musei argentini che, dopo aver girato per strutture pubbliche del Sud America, rientrerà a Lucca. La scelta di partire da Origine è stata anche tattica: da una parte erano molti anni che non veniva affrontato in modo completo questo importante momento storico; dall’altra, visto che si parla degli inizi degli anni ‘50 e della ri-nascita post conflitto bellico, ci sembrava di buon auspicio iniziare da uno spartiacque fondamentale per l’arte dei decenni successivi. Ogni mostra, comunque, sarà supportata da eventi collaterali uniti a momenti di approfondimento.


E il resto dell’intervista?
Ma il Lu.C.C.A. ce l’ha oppure no una collezione? Sarà acquisita col tempo? Quanto ai denari, quale budget ha a disposizione Maurizio Vanni? E quanti visitatori si aspetta in questo primo anno di attività? Sono domande che per ora restano senza risposta. Non per reticenza dell’intervistato, ma perché vi stiamo offrendo solo un antipasto rispetto a quanto troverete pubblicato sul prossimo “Exibart.onpaper”. Dove saprete pure quali sono le scelte museologiche, le collaborazioni internazionali e molto altro. Oltre a una chiacchierata con Angelo Parpinelli, il mecenate che ha reso possibile la nascita di questo nuovo museo. Il tutto nell’approfondimento che il nostro giornale in uscita a giugno dedicherà al Lu.c.c.a.


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a cura di massimiliano tonelli




dal 9 maggio al 23 agosto 2009
Un mondo visivo nuovo. Origine, Balla, Kandinsky e le astrazioni degli anni ’50
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca
Orario: da martedì a domenica ore 10-19
Ingresso: intero € 7; ridotto € 5
Catalogo Carlo Cambi
Info: tel. +39 0583571712; fax +39 0583950499; info@luccamuseum.com; www.luccamuseum.com


[exibart]

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  • logo osceno, ma vincente l'idea di mettere un pezzetto di intervista qui e il resto sul giornale. Che dire, siete avanti voi. Così ci obbligate ad andarci a cercare Exibart cartaceo appena esce. Approposito, quando esce?

  • Il logo è essenziale ed elegante !
    Come il Museo: lo ho visitato per l'inaugurazione e mi pare costituisca una boccata d'aria fresca di cui la Toscana aveva bisogno.
    Vedremo se sarà all'altezza delle tante e grandi aspettative suscitate !

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