Marinella Senatore a Venezia: la vulnerabilità diventa pratica artistica

di - 6 Maggio 2026

In concomitanza con l’apertura della 61ma Biennale d’arte Venezia, la Casa di The Human Safety Net accoglie We Rise by Lifting Others, nuovo progetto di Marinella Senatore pensato per gli spazi delle Procuratie di Piazza San Marco. La mostra, visitabile dal 7 maggio 2026 al 22 marzo 2027, si inserisce nel programma della fondazione The Human Safety Net, proseguendo un dialogo diretto con l’esposizione permanente A World of Potential.

«L’arte è un linguaggio universale che ci consente di affrontare temi complessi come inclusione, vulnerabilità e sviluppo del potenziale, per dialogare con la comunità. Siamo felici di lavorare assieme a Marinella Senatore, che ha reso protagoniste alcune delle famiglie che frequentano i nostri centri, dando ascolto e voce a genitori e bambini in una fase cruciale della loro vita», ha affermato Emma Ursich, CEO di The Human Safety Net.

Marinella Senatore, We Rise by Lifting Others, Casa di The Human Safety Net, Venezia, 2026

Proseguendo la pratica dell’artista originaria di Cava de’ Tirreni, aperta a diverse forme partecipazione, We Rise by Lifting Others si sviluppa da una serie di laboratori condotti tra il 2025 e il 2026 con famiglie in condizioni di vulnerabilità, coinvolte attraverso la rete di ONG partner della fondazione a Varsavia, Mestre e Palermo. Scrittura, racconto e movimento hanno costituito gli strumenti attraverso cui instaurare uno spazio di relazione, da cui sono emerse parole, immagini e narrazioni diventati la materia stessa dell’opera. La forma finale è il risultato di un processo partecipativo in cui l’artista agisce come catalizzatore, più che come unica fonte produttiva. We Rise by Lifting Others lavora dunque su una ridefinizione dei parametri della vulnerabilità, qui intesa come condizione attraverso la quale scoprire l’altro.

L’allestimento alla Casa di The Human Safety Net si articola attorno a due nuclei principali. Da un lato, una luminaria monumentale, alta circa quattro metri, che reinterpreta uno degli elementi più riconoscibili del linguaggio di Senatore. Richiamando tanto le architetture effimere barocche quanto le tradizioni festive del Sud Italia, la struttura luminosa scandisce le frasi e i pensieri emersi nei laboratori, che intrecciano nella trama di luce trasformando l’opera in una sorta di monumento temporaneo alla dimensione dell’esperienza.

Marinella Senatore, We Rise by Lifting Others, Casa di The Human Safety Net, Venezia, 2026

Accanto alla luminaria, sei arazzi sviluppano ulteriormente il progetto. Come stendardi contemporanei, i tessili accolgono figure stilizzate e testi ricamati che restituiscono desideri, riflessioni e proiezioni sul futuro emerse durante gli incontri. Realizzati in collaborazione con la Chanakya School of Craft di Mumbai, gli arazzi introducono una dimensione ulteriore, legata alla tradizione artigianale e alla sua valenza sociale, in linea con l’attenzione dell’artista per le pratiche collettive e per i saperi condivisi.

Marinella Senatore, We Rise by Lifting Others, Casa di The Human Safety Net, Venezia, 2026

«È la prima volta che collaboro con una realtà così profondamente in sintonia con la mia visione, impegnata nel sostenere concretamente la qualità della vita delle persone, delle loro famiglie e delle loro comunità», ha spiegato Marinella Senatore. «A partire da un processo partecipativo con bambini e genitori, ho immaginato un progetto che rilegge la vulnerabilità non come mancanza, ma come una risorsa condivisa: un’opera in cui la dimensione collettiva diventa spazio di riconoscimento, ascolto e possibilità».

Il progetto dialoga con la missione di The Human Safety Net, movimento globale attivo in 25 Paesi con una rete di quasi cento organizzazioni, impegnato nel supporto a famiglie con bambini piccoli e nell’inclusione socio-economica dei rifugiati. In questo contesto, l’arte diventa uno strumento di attivazione, capace di rendere visibili esperienze spesso marginalizzate e di costruire nuove forme di consapevolezza.

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