Pino Boresta
Pino Boresta, figura centrale della sperimentazione relazionale italiana, ha presentato a BOOMing 2026 l’evoluzione digitale dei suoi celebri Testamenti. Quello che era nato nel 2003 come un progetto analogico, è diventato, nel contesto bolognese, un dispositivo elettronico indossabile che ha trasformato lo staff della fiera, e la stessa direttrice Simona Gavioli, in un’opera d’arte luminosa e in movimento.
L’accoglienza del progetto è stata un successo, capace di scavalcare la pura performance per entrare con forza nelle dinamiche del mercato. Oltre allo staff di BOOMing, che ha indossato statement personalizzati (come quello della curatrice Nina Stricker: Io diverrò opera d’arte a tutti gli effetti al termine della fiera), i dispositivi sono infatti diventati veri e propri oggetti del desiderio, acquistati anche da figure storiche dell’arte italiana, come nel caso di Gian Enzo Sperone.
Ma è ad Arte Fiera che l’approccio dissacrante di Boresta ha toccato il picco di tensione ironica. Passeggiando tra gli stand con il suo dispositivo ben in vista, riportante lo statement: «Io Pino Boresta sono un’opera d’arte a tutti gli effetti, ma non venderò mai la mia anima per un euro». L’artista ha così catalizzato l’attenzione di un pubblico incuriosito e smarrito: una provocazione che richiama le sue storiche azioni di disturbo dei primi anni duemila, ma questa volta con una nota di vittoria.
Il progetto di Arte Relazionale di Boresta prevede un coinvolgimento diretto del pubblico: lasciando il proprio nome all’entrata di BOOMing, è stato infatti possibile partecipare all’estrazione per essere ufficialmente proclamati “opere d’arte a tutti gli effetti”. Sebbene l’estrazione ufficiale sia stata posticipata per permettere a più aspiranti capolavori di iscriversi, le liste rimangono aperte, alimentando l’attesa per quella che sarà una nuova infornata di opere viventi nel panorama contemporaneo.
Chi acquisisce un Testamento Elettronico non compra un semplice gadget tecnologico, ma sancisce il proprio passaggio dalla dimensione di spettatore a quella di esposizione permanente.
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