Tèste Testé: arte pubblica, natura e memoria nei borghi del Friuli Venezia Giulia

di - 25 Giugno 2025

Opere d’arte site specific in due dei borghi più belli del Friuli Venezia Giulia. Curato da Palazzo Monti e promosso dal Comune di Sesto al Reghena, è entrato nel vivo il progetto Tèste | Testé, prima tappa di una rassegna biennale dedicata all’arte pubblica, con l’intento di dialogare con i paesaggi di Sesto al Reghena e di Cordovado, in provincia di Pordenone, con le memorie che li attraversano e le storie che vi sono sedimentate, attraverso l’intervento degli artisti e la partecipazione della comunità. Cinque gli autori coinvolti, Nicola Facchini, Enej Gala, Andrea Noviello, Barbara Prenka e Cosimo Vella, che hanno firmato interventi immersi in luoghi soglia, tra natura e cultura, tra l’abitare e il ricordare.

Il titolo del progetto gioca sulla doppia valenza linguistica e semantica della parola “testa”, che vale come pensiero e come testimonianza. In questo senso ambiguo, ogni opera si pone come un atto di narrazione, inserendosi nello spazio rurale per restituirne voci, fragilità, conflitti e trasformazioni. Grazie alla collaborazione con il Centro Studi Pasolini, l’associazione Sexto e Officina, il progetto si è radicato in una rete di saperi ad ampio raggio, proponendo una visione culturale orientata alla lentezza e alla profondità, capace di intervenire con accortezza nello spazio pubblico, rispettando il senso di appartenenza ai luoghi.

Nei Prati della Madonna, Nicola Facchini ha presentato Stùfis di essi stùis, stufe domestiche trasformate in presenze poetiche, tragicomiche e disfunzionali. Oggetti familiari e ormai inutili, che interrogano il senso dell’abitudine e dell’esistenza spenta. Un gesto di disobbedienza poetica, tra intimità e ironia, che affiora dalla terra.

Nicola Facchini, Stùfis di essi stùis, 2025, legno, dimensioni variabili, Prati della Madonna, foto Andrea Pavan

Nel vicino campo dei Prati Burovich, Enej Gala ha innestato i suoi Segnali ovvi, un sistema di indicazioni scolpite che evocano l’iconografia della segnaletica da sentiero: linee, frecce, croci, segni di scelta o smarrimento. Ma questi “ovvi” segnali, invece di guidare verso una meta definita, spiazzano con la loro verità parziale, costringendo il camminatore a interrogare il proprio orientamento.

Enej Gala, Segnali Ovvi, 2025, legno, dimensioni variabili, Prati Burovich, foto Andrea Pavan

Nella Chiesetta di San Pietro a Versiola, Barbara Prenka costruisce Covato, un nido come architettura marginale e ancestrale. Realizzato con materiali naturali e fragili, Covato è un omaggio silenzioso a Pier Paolo Pasolini, a 50 anni dalla morte. Prenka non ha inteso elevare un monumento ma ricordare una presenza che parla di resistenza, intimità, dissidenza e sacralità in maniera non istituzionale. Il nido diventa qui un piccolo spazio laico, un altare del vivere, un luogo d’ascolto.

Barbara Prenka, Covato, 2025, ferro e paglia, dimensioni variabili, Chiesetta di San Pietro, foto Andrea Pavan

Nel paesaggio agricolo di Ramuscello Vecchia, Andrea Noviello realizza Monumento, un’opera performativa e vegetale costruita a partire da oltre 2mila schede anagrafiche di migranti friulani. Ogni scheda è stampata su carta biodegradabile con semi autoctoni: una semina simbolica e reale di storie sradicate, di partenze, dolori e ritorni. Durante la performance, queste biografie sono state lette pubblicamente, in un rito collettivo che ha trasformato l’archivio in un atto vivo.

Andrea Noviello, Monumento, 2025, carta e semi di fiori, dimensioni variabili, Ramuscello Vecchia, foto Andrea Pavan

Ai Mulini di Stalis, Cosimo Vella ha presentato Se non cambierà bloccheremo la città, una serie di bassorilievi ottenuti dalla tecnica del sand casting, con disegni tracciati sulla sabbia e poi impressi nel gesso. Le formelle, che rappresentano cortei, striscioni e trattori, sembrano portare traccia di una manifestazione agricola. Ma non c’è rumore: le immagini, affisse lungo i filari, parlano con la voce silenziosa del paesaggio, lasciando che l’eco della protesta si fonda con il paesaggio, come un segno discreto ma indelebile.

Cosimo Vella, Se non cambierà bloccheremo la città, 2025, sabbia e gesso, dimensioni variabili, Mulini di Stalis, foto Andrea Pavan

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

The Only True Protest is Beauty: il debutto veneziano di Dries Van Noten

Fino al 4 ottobre, la mostra inaugurale di Fondazione Dries Van Noten trasforma l’opulenza in uno spazio di riflessione, dove…

25 Aprile 2026 22:27
  • Mostre

Il ciclo vitale della natura, nelle opere di Brad Downey: la mostra a Reggio Emilia

A Palazzo Brami di Reggio Emilia, SPAZIOC21 presenta gli esiti della residenza artistica di Brad Downey: nel suo lavoro esplora…

25 Aprile 2026 20:20
  • Mostre

Disegnare Roma. La città eterna nei taccuini di Heemskerck all’Istituto Centrale per la Grafica

Disegni, matrici e fotografie raccontano la formazione di un immaginario della città, dal viaggio romano di Maarten van Heemskerck alle…

25 Aprile 2026 20:00
  • Arte contemporanea

Apre a Mestre MUVEC – Casa delle Contemporaneità. Intervista alla dirigente Elisabetta Barisoni

Con una collezione che va dal 1948 ai nostri giorni, un premio dedicato alla pittura e una rete di residenze…

25 Aprile 2026 18:04