Torna anche quest’anno, sempre più ampia e vitale, la manifestazione italiana -con progressive diramazioni europee- intitolata alle Muse Gemelle. L’idea base su cui è costruita Gemine Muse -progetto ormai ampiamente rodato, giunto alla sua quarta edizione- è quella del gemellaggio, dello scambio, del reciproco riflesso tra artisti del presente e artisti del passato, tra storia e contemporaneità, tradizione e innovazione. Protagonisti sono i giovani talenti, invitati a relazionarsi con opere d’arte del passato custodite dentro spazi museali disseminati sul territorio, ideando e producendo lavori site specific all’interno dei cantieri-museo.
Una formula affatto nuova, che nasce dal desiderio di dialogo e di contaminazione, così radicato nella postmodernità. Una formula che funziona, però, perché risponde con intelligenza a un’esigenza culturale e sociale ben precisa. Il filo rosso col passato, la liaison col proprio background storico si sposa con la possibilità di innestarvi deviazioni, variazioni, mutamenti, dis-articolandone codici e strutture: è questa una maniera d’operare che appartiene profondamente al nostro tempo, alimentato da energie eterogenee, instabili, multidirezionali. Tempo e spazio si contraggono e si espandono secondo ritmi irregolari che conducono a impreviste collisioni, perseguendo questo gioco dello specchio distorto che mixa contestazione e memoria, sperimentazione e radici, global e local, territorialità e nomadismo.
Promossa dal GAI (Circuito Giovani Artisti Italiani), dal CIDAC (Città d’Arte e Cultura), in collaborazione con la DARC (Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte contemporanea del Ministero dei Beni Culturali), Gemine Muse conta quest’anno su nove Paesi europei, 37 città (di cui 28 italiane), 108 artisti e 45 critici. Il tutto coordinato da Giacinto Di Pietrantonio.
New entry sono le città di Bologna, Cagliari e Perugia per l’Italia, e Thessaloniki, Cork, Istanbul, Budapest, Oeiras/Lisboa, Helsinki per l’Europa (confermate Atene, Amsterdam e Split).
Lo scambio è quindi su due fronti: storico e geografico insieme. Così, alcuni fra i giovani italiani approdano all’estero mentre i colleghi europei trovano ospitalità nei nostri musei, per stabilire un doppio binario di interazione. Ed è qui che l’aspetto sociale di questa manifestazione emerge in tutta la sua puntualità: l’attenzione per gli artisti emergenti, l’impegno per la produzione di lavori inediti, l’offerta di una vetrina internazionale sorretta da una struttura organizzativa solida, la proposta di un progetto ricco di spunti creativi e culturali. Ma non solo. La scelta di lavorare all’interno di location tradizionali diventa strategica: il pubblico meno avvezzo ai linguaggi contemporanei troverà, nel confronto con un luogo familiare, chiavi di lettura significative per relazionarsi alle opere dei giovani artisti, traduzioni originali di capolavori classici.
Da Bari a Catania, da Torino a Messina, da Firenze a Venezia, da Roma a Trento, da Cagliari a Ravenna, e così via lungo tutto lo stivale, comincia da questo weekend un nuovo viaggio alla scoperta della giovane arte, imbattendosi nelle reinterpretazioni –ironiche, scioccanti, rigorose, folli, impreviste, dissacranti o concilianti- che il laboratorio delle Muse Gemelle ha ideato e messo a punto per raccontare l’antico con gli occhi del presente.
helga marsala
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