Antonio Lo Pinto trae l’ispirazione per le sue opere dalla più stringente attualità. I temi dei grandi avvenimenti che riempiono le prime pagine di tutti i quotidiani vengono assunti, con un tono ironico e giocoso, come pretesto per una denuncia polemica che interessa tutta l’attività dell’artista.
Cliente successivo, il titolo dell’esposizione in corso alla Galleria La Corte, è una locuzione ormai familiare a chiunque pratichi un modello di vita occidentale fatto di code, “numerini” e file alle casse dei supermercati. Antonio Lo Pinto coglie tutta l’assurdità di questa condizione di utente passivo che l’uomo contemporaneo è costretto a vivere: Ognuno di noi è in ogni momento della sua giornata un cliente successivo, dichiara l’artista.
Nello stesso modo, senza voler fare della propria arte un vessillo di propaganda anti-globalizzazione, Lo Pinto propone una lettura divertita delle grandi polemiche in corso: dalla querelle sulla bistecca fiorentina ai cibi transgenici, dalla guerra in Afghanistan allo scandalo Bayer.
Altrove tre enormi pillole in marmo sovrastano piramidi di frutta mentre, poco distante, giace la testa di un marine dagli occhi sbarrati, omaggio alla “decollata operazione di pace”.
Il mondo secondo Lo Pinto, dunque, è fatto di scenari, apparentemente surreali, che rappresentano le iperboli delle contraddizioni del mondo contemporaneo.
Il catalogo, disponibile in galleria, è arricchito dal contributo di tre specialisti che affrontano i temi della sostenibilità e della vivibilità della cultura occidentale: Vincenzo Di Nardo, ingegnere, Sandro Rosi, medico, e Alessandro Crini, Pubblico Ministero.
Pietro Gaglianò
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