Categorie: toscana

Fino al 17.III.2002 | Gli umanisti e Agostino: codici in mostra | Firenze, Biblioteca Mediceo Laurenziana

di - 16 Gennaio 2002

I circa 100 manoscritti in mostra sono esposti secondo un percorso cronologico-tematico, che privilegia la varietà e complessità con cui le opere di Sant’Agostino furono assorbite dalla cultura rinascimentale. Fin dai tempi di Tetrarca, la figura di Agostino è ritenuta esemplare: si pone come l’ultimo dei classici e al contempo, nelle Confessioni, realizza la prima e insuperata autobiografia interiore. Il tentativo di conciliare cultura classica, latina e greca, e cristianesimo è uno dei temi cardine della cultura del Rinascimento. I manoscritti restituiscono dunque l’immagine concreta della presenza di Agostino a Firenze. Coluccio Salutati, Niccolò Niccoli e Cosimo il Vecchio tentarono fra i primi una ricostruzione completa dei testi, sia in vista di avere in loro possesso l’opera omnia dell’autore, sia dal punto di vista filologico, cercando testi affidabili e restaurandoli. Il loro impegno filologico, che è, come indicano i curatori, la conquista forse più duratura della ‘rivoluzione’ umanistica, segna la nascita dello spirito critico e di un moderno senso della storia. La figura di Cosimo il Vecchio dei Medici merita un risalto particolare come costruttore di biblioteche. La rapidissima costruzione della Biblioteca di San Marco, la prima biblioteca pubblica, e la Biblioteca della Badia Fiesolana sono esempi di spirito mecenatizio e di una grande opera di edificazione culturale. Qui le opere agostiniane sono quasi complete, e nel caso della Badia, furono confezionate appositamente in pochi anni da un gruppo organico di copisti e miniatori, e questo spiega la somiglianza dei vari codici. Dopo Cosimo i codici medicei sono caratterizzati dal concetto di ‘decoro’: erano destinati ad una raccolta privata e principesca, e questo spiega l’inserimento nel ricco apparato decorativo dello stemma di famiglia. I libri erano oggetti preziosi e di grande valore economico e la biblioteca medicea perseguiva ideali di completezza e di perfezione formale. Mancano qui, in ragione della preziosità degli oggetti, note a margine e tracce materiali di lettura, tuttavia l’influenza di Agostino sulla cerchia laurenziana è indubbia. Ai testi agostiniani si richiamava, assai liberamente, Marsilio Ficino per l’elaborazione della sua filosofia basata sul concetto di continuità delle tradizione orfica, ermetica, platonica e cristiana di cui Agostino diventava l’erede ultimo. Oltre ai lettori colti ci furono altri che giocarono un ruolo importante nella diffusione del pensiero di Agostino: i religiosi e gli “uomini sanza lettere”, ovvero i banchieri e mercanti cui erano dedicati i volgarizzamenti, talora vivacemente illustrati, soprattutto la Città di Dio e le Confessioni, che nella versione volgare potevano fornire una lettura istruttiva ed edificante all’emergente classe borghese. Il percorso della mostra è completato da una sezione destinata alla fortuna moderna dell’opera di Agostino, a cura della Biblioteca Mediceo Laurenziana, all’interno della sala di lettura di Michelangelo, segno di una riflessione che tocca le diverse epoche storiche per giungere fino a noi.

link correlati
www.bml.firenze.sbn.it
www.augustinus.it

Silvia Bonacini


12.XII.2001-17.III.2002
Luogo Biblioteca Mediceo Laurenziana
Indirizzo Piazza San Lorenzo 9, 50123 Firenze
Orario e giorni di chiusura dal lunedi alla domenica 8,30-13,30
Biglietto € 2,50
Sevizi Guide a cura di Opera d’arte 0552728487 operadarte@tin.it
Boookshop
Catalogo della mostra a cura di Elisabetta Coppini e Mariangela Regoliosi, Edizioni Polistampa, € 36


[exibart]

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