Nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario della nascita di Vincenzo Bellini (3 novembre 1801), la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Fondazione Claudio Monteverdi di Cremona ci offrono una raffinata esposizione di oltre cento documenti di varia natura. La scelta del materiale in mostra, dovuta alla cura di Maria Adelaide Bartoli Bacherini e Raffaello Monterosso
L’esposizione presenta quasi tutto l’iter creativo di Bellini; unica esclusione la prima opera, il saggio scolastico Adelson e Salvini. In sequenza cronologica, da Bianca e Gernando del 1826 a I Puritani del 1835, ci si para innanzi tutto il teatro musicale, e ogni singola creazione è vagliata nelle sue tre componenti fondamentali: musica, testo letterario, messa in scena.Autografi musicali, partiture d’orchestra, riduzioni per canto e piano, complete o a pezzi staccati, ricostruiscono le prassi esecutive ottocentesche. Inoltre lettere autografe, gli abbozzi dei libretti di Norma e La Sonnambula per mano dell’autore Felice Romani, con vergate le correzioni dello stesso Bellini, e gli autografi di alcune arie da camera, a torto spesso considerate minori, per canto e piano. Proprio nel manoscritto di Dolente immagine Maria Adelaide Bartoli Bacherini ha evidenziato la presenza, nel verso della quarta carta, di un pensiero pianistico in nove battute originale, non riscontrabile nell’altro autografo conosciuto dell’aria, posseduto dalla Biblioteca Nazionale di Parigi.
In più, curiosi, deliziosi libretti d’opera che, secondo l’uso dell’epoca, gli impresari facevano stampare per ogni singola messa in scena, con luogo, data e nome degli interpreti; le incisioni di Stanislao Stucchi che riproducono le scene di Alessandro Sanquirico per le rappresentazioni scaligere de Il Pirata e La Straniera, e la serie di stampe dei costumi d’opera tirate a Parigi presso Martinet. Vivacizzano il percorso espositivo le recensioni dei vari spettacoli ritagliate dalle cronache locali.
Infine, se pur con notevole scarto temporale, coronano la mostra i bozzetti originali firmati da Felice Casorati per la Norma andata in scena al Maggio Musicale Fiorentino nel 1935 e quelli di Giorgio de Chirico per I Puritani del primo Maggio Musicale del 1933. Provenienti dall’Archivio Storico del Maggio Musicale Fiorentino, sono nell’occasione esposti per la prima volta in pubblico.
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Valeria Ronzani
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