Jennie C. Jones, Ensemble, Metropolitan Museum, New York, 2025, ph. Francesca Magnani
Affrettatevi, perché dopo questo evento il tetto del Metropolitan Museum of Art di New York rimarrà chiuso per lavori fino al 2030. L’ultima mostra sarà visibile fino al 19 ottobre e sta richiamando schiere di visitatori che non demordono nonostante le temperature di questi giorni estivi siano sopra la media. L’artista Jennie C. Jones, nata nel 1968 a Cincinnati, Ohio, ha realizzato per questa occasione Ensemble, la sua seconda installazione scultorea all’aperto, un progetto che esplora il potenziale sonoro degli strumenti a corda e le loro possibilità formali. I visitatori di muovono tra sculture rosse che, in situazioni particolari di vento, suonano.
Nei suoi dipinti – sculture acustiche, opere su carta, installazioni e composizioni audio – Jones risponde all’eredità del Minimalismo e del Modernismo. Attingendo all’improvvisazione Black e alla musica d’avanguardia, l’artista interpreta il suono e l’ascolto come elementi concettuali, dai pannelli acustici in fibra di vetro che fissa alla tela e che assorbono le onde influenzando le proprietà acustiche dell’ambiente, alle linee che crea attraverso le sue composizioni e che fanno riferimento agli elementi della notazione musicale. Il suo lavoro offre nuove possibilità di astrazione minimalista, sfidando le modalità in cui l’arte viene prodotta e l’autorialità.
Chi non dovesse trovarsi a New York in questi giorni, può accedere attraverso il sito del MET a una playlist che l’artista ha compilato con creazioni di compositori Black. Una delle opere è stata realizzata con l’arpa eolica che è esposta sul tetto.
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