Un grande capolavoro di Rembrandt, ancora più grande

di - 16 Maggio 2020

La ronda di Notte così non l’avete mai vista. L’opera inconica del XVI secolo, capolavoro di Rembrandt, attualmente è in fase di restauro al Rijksmuseum di Amsterdam ma l’équipe del museo olandese ha trovato una soluzione per consentirne la fruizione. Seppur non accessibile al pubblico fisicamente, La Ronda di Notte è disponibile virtualmente a questo link, in un’interfaccia zoomabile ad alta risoluzione. Con 44,8 gigapixel, il grande capolavoro di 3,71 x 4,45 m può diventare immenso anche su uno schermo piccolissimo.

L’ingrandimento rivela l’uso sapiente del colore, l’effetto materico quasi grumoso, i giochi di luce, le pennellate vibranti e tantissimi altri particolari dello stile di Rembrandt che sarebbero impercettibili con una semplice occhiata dal vivo.

La ronda di Notte, Rembrandt, 1640-42

Il progetto: Operation Night Watch

L’idea non nasce solo per permettere la fruizione al pubblico: con il lockdown in corso, il restauro de La Ronda di Notte ha trovato degli ostacoli e, per non rischiare di interrompere totalmente lo studio del quadro, il team del Rijksmuseum ha voluto realizzare un’immagine estremamente nitida e definita. Così, è nato il progetto “Operation Night Watch” sotto la guida dello scienziato Robert Erdmann.

Dopo aver scattato 528 foto al quadro, è stato possibile comporre le parti come piccoli tasselli di un puzzle in 24 file di 22 immagini. Con l’ausilio di reti neurali, le immagini sono state unite distanziando ciascun pixel di 20 micrometri, ciò significa che ogni pixel ha uno spessore di 0,02 mm, un sorprendente livello di dettaglio, considerando le dimensioni effettive del quadro. Il risultato finale conta 44.804.687.500 pixel, accessibili ai visitatori virtuali e agli studiosi.

Anche il restauro si reinventa in risposta al lockdown

Abbiamo visto come il momento critico che il mondo sta affrontando, ha messo in discussione tutto il sistema artistico, incitando la cultura a un grande spirito di resilienza.
Molte sono state le iniziative digitali che hanno reso disponibile la fruizione dell’arte: tra archivi fotografici e aste online, visite virtuali in musei e fiere, anche il restauro ha risposto sfruttando il web per sopravvivere.

È pur vero che il ripristino fisico del dipinto, è stato rimandato ai primi del 2021, ma la prima fase di studio del quadro non si è fermata proprio grazie alla tecnologia. L’immagine gigante, infatti, servirà soprattutto per tracciare con precisione tutti i futuri processi di invecchiamento che si svolgono nel dipinto di Rembrandt.

Come sostiene Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum: «Il team di ricerca di Operation Night Watch utilizza le tecnologie più recenti […] la fotografia è una fonte fondamentale di informazioni per i ricercatori, e i visitatori online possono usarla per ammirare il capolavoro di Rembrandt nei minimi dettagli ».

Si rivela così il vantaggio del restauro ai tempi del coronavirus: la possibilità di partecipazione del pubblico alla contemplazione di spettacolari immagini che neanche dal vivo potrebbero essere contemplate con tale precisione.

Dettaglio della tela La ronda di notte di Rembrandt

Dettaglio dell’occhio del Il capitano Frans Banning Cocq – da La Ronda di Notte, Rembrandt , 1640-42

Laureata in storia dell’arte con specializzazione in ambito contemporaneo all’Università La Sapienza di Roma. Durante la sua formazione ha studiato presso l’Universidad de Sevilla e Université Paris Sorbonne IV. I suoi studi si sono concentrati sull’arte andalusa contemporanea, sull’arte contemporanea femminile e gender studies. Ha svolto ricerche nell’archivio parigino AWARE, Archives of Women Artists, Research and Exhibitions, un'associazione co-fondata nel 2014 e diretta dalla celebre curatrice Camille Morineau. Tra il 2014 e il 2016 ha scritto per The Walkman Magazine e dal 2019 collabora con Exibart. In questi anni si è occupata di progetti di curatela come assistente di galleria e ha partecipato al Workshop Narrare per immagini al MAXXI e al progetto I had a dream, organizzato nel 2018 dalla Moleskine Foundation, insieme al curatore Simon Njami presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

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