Categorie: Attualità

DPCM del 3 novembre: cosa succede a musei e gallerie

di - 4 Novembre 2020

Per capire il destino dei musei e dei luoghi della cultura, dopo l’anticipazione del Ministro Dario Franceschini, si attendeva solo l’ufficialità che, puntualmente, è arrivata questa mattina, con la pubblicazione del DPCM in gazzetta ufficiale, dopo la firma del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avvenuta poco dopo la mezzanotte tra il 3 e il 4 novembre. Questo 2020 si chiuderà con l’Italia divisa in tre zone, rosse, arancioni e gialle, a seconda del grado di emergenza legato al Covid-19. Le restrizioni e allentamenti su base territoriale dipendono dal coefficiente di rischio, come risultato del monitoraggio di 21 parametri oggettivi. Le misure entreranno in vigore giovedì e nelle prossime ore le regioni verranno classificate in base al rischio.

DPCM del 3 novembre: i musei e le gallerie d’arte

La novità, rispetto alla bozza circolata nel pomeriggio di ieri, è che parrucchieri e barbieri potranno rimanere aperti anche nelle aree rosse. Confermate invece le chiusure dei musei e dei luoghi della cultura pubblici, di archivi e biblioteche, su tutto il territorio nazionale. Nell’art. 1, Misure urgenti di contenimento del contagio su tutto il territorio nazionale, al comma 9r, si fa riferimento alla sospensione delle mostre e dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio n. 42).

«In ottemperanza alle nuove misure di contrasto e contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 previste dal Dpcm 3 novembre 2020 (art. 1, lettera r), il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo comunica che dal 5 novembre al 3 dicembre 2020 sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei, degli archivi, delle biblioteche, delle aree archeologiche e dei complessi monumentali di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio», fa sapere il Mibact, in una nota inviata alla stampa.

Escluse invece le gallerie d’arte, che rientrano nelle attività commerciali e che, quindi, almeno per le zone gialle e verdi, potranno rimanere aperte. Si dispone anche la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione delle attività essenziali presenti all’interno, quali farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Le altre misure

Le gialle con regole meno rigide ma più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. Nelle zone arancioni è previsto un inasprimento delle regole: bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18. Nelle zone rosse, considerate ad alto rischio, è vietato ogni spostamento, sia in entrata e in uscita, che all’interno del territorio.

In tutta Italia, dalle ore 22 alle 5, sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità oppure per motivi di salute. Nelle strade, nelle piazze e nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico per tutta la giornata o in determinate fasce orarie. Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 alle 18, con un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio e d’asporto fino alle ore 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Si raggiunge inoltre il 100% per la didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado e si dispone la sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni.

Le pubbliche amministrazioni assicurano le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, mentre si raccomanda a ciascun dirigente di organizzare il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile.

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