Kim Sajet
Secondo quanto riportato dal New York Times, Kim Sajet ha rassegnato le sue dimissioni da direttrice della NPG – National Portrait Gallery di Washington, incarico che ricopriva da 11 anni. Poche settimane fa, Donald Trump aveva dichiarato sul social Truth di aver in programma di «Licenziare» Sajet, accusandola di essere «Altamente di parte» e promotrice di politiche DEI – Diversity Equity Inclusion «Del tutto inappropriate» per la sua posizione. Sebbene la presidenza non abbia alcun potere formale sulle nomine dello Smithsonian – una rete di musei pubblici ma formalmente indipendenti, gestita dal Segretario e dal Board of Regents – le parole così esplicite di Trump hanno comunque avuto un effetto deflagrante. Kevin Gover, Sottosegretario per i Musei e la Cultura dello Smithsonian, assumerà l’incarico di direttore ad interim della NPG.
«È stato un onore immenso guidare la National Portrait Gallery dello Smithsonian», ha dichiarato Sajet in una mail condivisa da Lonnie G. Bunch, tra i segretari dello Smithsonian. Nel messaggio di commiato non si cita direttamente Trump ma si lascia intendere che la scelta è stata compiuta per la salvaguardia del museo: «Non è stata una decisione facile, ma credo sia quella giusta. Fin dall’inizio, il mio principio guida è stato quello di mettere il museo al primo posto. Oggi, credo che farmi da parte sia il modo migliore per servire l’istituzione che porto così profondamente nel cuore…È stato un vero privilegio guidare questa straordinaria istituzione e ne rimarrò sempre un fermo sostenitore».
Nata in Nigeria, cresciuta in Australia e formatasi tra Sydney e gli Stati Uniti, Kim Sajet è stata la prima donna a dirigere la National Portrait Gallery. Durante il suo mandato ha ampliato la rappresentazione di soggetti afroamericani, latini e LGBTQ+ nella collezione, rompendo con una tradizione che per molto tempo aveva privilegiato un canone bianco e maschile. Alcuni di questi interventi sono stati tra i punti contestati dalla destra, compreso il testo di sala che accompagna il ritratto ufficiale di Trump, dove si fa esplicito riferimento ai suoi due impeachment e all’incitamento all’insurrezione del 6 gennaio 2021.
Non è la prima volta che lo Smithsonian si trova sotto attacco da parte del presidente. Trump aveva già emesso un ordine esecutivo per epurare le istituzioni culturali federali da contenuti considerati «Divisivi o anti-americani». E l’attuale proposta di bilancio per il 2026 prevede il taglio di fondi al National Museum of the American Latino e la chiusura dell’Anacostia Community Museum, storico spazio dedicato alla cultura afroamericana.
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