Arte in Nuvola, arrivederci: la nuova fiera di Roma rimandata per Coronavirus

di - 9 Marzo 2020

Il calendario dell’arte e della cultura fa registrare un altro slittamento di data: dopo Miart e la Biennale di Architettura di Venezia, anche Arte in Nuvola, l’attesa fiera che avrebbe dovuto tenersi a Roma, al Convention Center La Nuvola, la struttura progettata da Massimiliano Fuksas, dal 14 al 17 maggio 2020, è stata rimandata a data da destinarsi causa della diffusione del Coronavirus e, probabilmente, si svolgerà nell’autunno prossimo. La decisione è stata presa dal board di Arte in Nuvola, di concerto con Eur spa e con le istituzioni di riferimento, in considerazione dell’attuale situazione di emergenza in cui ormai versa tutto il Paese.

Diretta da Kosme de Barañano, con la supervisione scientifica di Adriana Polveroni, Arte in Nuvola era uno degli appuntamenti che avevano destato più curiosità tra gli addetti ai lavori e non solo. «A Roma da molti anni manca una fiera di arte moderna e contemporanea. Proprio la presenza diffusa nella Capitale di istituzioni internazionali, di fondazioni, di tante gallerie private di prestigio e di un grande fermento positivo, malgrado gli anni difficili che stiamo vivendo, ci ha spinti a fare nascere Arte in Nuvola. Si tratta in sostanza di una manifestazione che mira a colmare un vuoto di proposta ormai evidente nella Capitale», ci raccontava Alessandro Nicosia, direttore generale della Fiera e imprenditore, in una nostra recente intervista.

Dopo l’esperienza di Roma-the Road of Contemporary Art, poi Roma Contemporary, la manifestazione ideata da Roberto Casiraghi, la cui ultima edizione risale al 2012, la Capitale si è lentamente allontanata dal panorama fieristico dell’arte contemporanea, per tanti e diversi motivi. Ma in molti vedevano in Arte in Nuvola il tentativo di intraprendere una inversione di rotta. Ma il Coronavirus ha fatto saltare tutti i piani e anche se per maggio la situazione dovrebbe tornare sotto controllo, almeno si spera, di certo in queste settimane è impossibile lavorare ai ritmi necessari per la preparazione di un evento del genere. Ma la sfida – e la curiosità – è solo rimandata all’autunno.

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