Yorgos Yatromanolakis, The Splitting of the Chrysalis the Slow Unfolding of the Wings. Copyrights Yorgos Yatromanolakis
Fotofever, la fiera internazionale dedicata alla collezione di fotografia contemporanea, apre i battenti della sua edizione 2019 al Carrousel du Louvre, con cento galleristi ed editori, tra cui quattordici italiani, oltre duecento artisti provenienti da venti Paesi, di cui 35 italiani, e una cinquantina di solo show.
La squadra di Fotofever 2019 composta tra l’altro da Cécile Schall, fondatrice e direttrice, e dalla curatrice Yuki Baumgarten, ha raggiunto in questa ottava edizione un grande traguardo, che è quello di vedere la partecipazione all’evento parigino del 50 % di donne artiste. Insomma, 50% donne, 50% uomini, 100% artisti è il nuovo motto di Fotofever che promuove da sempre la scena emergente internazionale e il collezionismo per tutti, professionisti o meno.
Non tutti nascono collezionisti ma tutti lo possono diventare. Magari comprando una foto tra la quarantina di starter walls sparsi qua e là. Si tratta di spazi a prezzi bassi, riservati alle giovani gallerie che consentono loro di accedere alla loro prima fiera internazionale. Oppure, seguendo le tracce del bollino start to collect. I prezzi sono sempre affissi e molte opere sono a meno di 1000 euro.
In occasione del 180mo anniversario dell’invenzione della fotografia in Francia, questa edizione rende omaggio alla scena artistica francese ma sviluppa anche tematiche come la natura, l’architettura e il tempo. Per l’accesso alla fiera si attraversa l’appartamento detto del collezionista, arredato di tutto punto dalla ditta Roche Bobois, le cui pareti sono ricoperte da foto di diversi artisti. Si va poi da Andrea Tonellotto con Paper & Sky, unique piece (2017) della Heillandi Gallery, mentre della stessa galleria, c’è anche l’italiana Margot Errante, a cui è stato assegnato, il 7 novembre, il Fotofever Prize per Peeling Bark 17 della serie Human Nature (2018), in cui esplora la natura e l’identità umana attraverso il corpo e la pelle, vista come corteccia di un albero.
Yorgos Yatromanolakis, che abbiamo già incontrato al festival della fotografia emergente europea Circulations al 104, presenta qui nuovamente la serie The Splitting of the Chrysalis & the Slow Unfolding of the Wings (2018), che s’ispira ai riti di passaggio che segnano la transizione di una fase della vita. Nel percorso, anche Carlo Mari con la serie Passage Thrgugh Dar (2018) e Vincent Fournier con la serie Space Project, presso la Galerie Paris 1839. L’artista francese ha mescolato la visione storica e documentaria dell’avventura spaziale con scene ispirate al cinema e ai suoi ricordi d’infanzia.
Tra i corridoi stretti della fiera s’incrociano i lavori di Jacopo Baboni-Schilingi presso Les Galeries du Hérisson, ma anche i ritratti di Salvatori Dalì o di César come di altre celebrità tutte firmate da Mimmo Dabbrescia presso la ArtD2 di Milano, mentre la parigina Argentic presenta degli inediti di Roger Schall, fotografo iconico del periodo tra le due guerre.
Infine, un tocco di giovanissima foto con i lavori di Irene Royo, Simone Coitiño e David Molero Saura, tutti studenti della scuola di fotografia Grisart di Barcellona. Tanti altri ancora i fotografi da scoprire, fino a domenica, sotto la bellissima piramide del Louvre.
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