Categorie: Giro del mondo

Addio al Four Seasons

di - 18 Giugno 2019
Il Four Seasons non vedrà l’estate. Il famosissimo ristorante di New York ha chiuso definitivamente le sue cucine l’11 giugno, dopo aver servito l’ultimo pranzo ai suoi clienti, diventati, con il tempo, sempre meno numerosi. E dire che, fino a non troppi anni fa, era considerato un luogo in cui si serviva il pranzo più potente di tutta l’America e non solo nel senso di abbondante o saporito. Il locale fu aperto nel 1959 da Joseph Baum, nel Seagram Building, grattacielo di Park Avenue progettato dall’architetto Ludwig Mies van der Rohe, e diventò famoso per aver servito presidenti, politici, imprenditori, giornalisti, personaggi famosi, come Bill Clinton, Henry Kissinger, Jackie Onassis, Marcello Mastroianni, Sofia Loren, Gwyneth Paltrow. Qui il presidente John F. Kennedy festeggiò i suoi 45 anni e qui Barack Obama venne a cenare, nel 2010, da solo, dopo un evento di raccolta fondi. Il suo menù: bistecca, purè di patate e broccoli saltati.
Piuttosto semplice, d’altra parte il ristorante ha aperto la strada alla New American Cuisine. Lo chef James Beard è considerato il padre fondatore The Four Seasons. Abbinò dei vini a ogni stagione e presentò, per la prima volta, una carta di vini americani. Il Four Seasons è stato anche il primo ristorante negli Stati Uniti a cucinare utilizzando funghi freschi e selvatici.
Ma oltre alle pietanze, a essere particolarmente apprezzata era anche l’atmosfera. L’interno fu disegnato da van der Rohe e Philip Johnson e da sempre, sulle sue pareti, hanno trovato spazio opere di artisti come Jackson Pollock, Ronnie Landfield, James Rosenquist, Frank Stella e Robert Indiana. Fu anche commissionato un ciclo di quattro dipinti a Mark Rothko il quale, però, non gradendo il posto, rifiutò di consegnare i lavori che, adesso, sono in esposizione alla Tate Gallery di Londra, al Kawamura Memorial Museum di Sakura e alla National Gallery of Art di Washington. Se la storia del gran rifiuto di Rothko vi interessa, potete dare un’occhiata a The Four Seasons Restaurant, film di Rome Castellucci. Nel 1959, fu addirittura esposto il grande sipario disegnato da Pablo Picasso per il balletto Le Tricorne, del 1919. Nel 2014, il sipario è stato rimosso permanentemente ed è attualmente conservato nella sede della New York Historical Society.
Negli anni, però, le cose si sono messe male, il Four Season è rimasto sempre uguale a se stesso e non si è adattato ai tempi, perdendo il passaggio generazionale. Nel 2016 la chiusura della sede storica, nel 2018 il tentativo in un’altra posizione, sulla East 49th Street a Manhattan e, adesso, l’ultimo pasto. «Purtroppo, dopo quasi 60 anni, il ristorante Four Seasons chiuderà. Abbiamo avuto il privilegio di lavorare con uno dei migliori team culinari e con un personale eccezionale, che è rimasto con noi anche nei momenti difficili nel corso della nostra storia», ha scritto Alex von Bidder, uno degli attuali proprietari del ristorante, insieme alla famiglia Bronfman e Julian Niccolini. Qualcuno sospetta che siano stati i precedenti torbidi di Niccolini a dare il colpo di grazia: nel giugno 2015, Niccolini è stato accusato di abuso sessuale di una donna di 28 anni al ristorante. Nel marzo 2016 si dichiarò colpevole di reato di aggressione, ammettendo di aver «messo le mani sulla donna, causando graffi e lividi sul fianco e sulla coscia».

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